Fabio Felline
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Il successo

CICLISMO. Fabio Felline orgoglio torinese: vince il Trofeo Laigueglia

Il classe 1990 piemontese ha chiuso davanti a Romain Hardy e Mauro Finetto. “Un successo che vale doppio perché arrivato con la Nazionale Italiana”

Il ciclista torinese Fabio Felline si è aggiudicato la 54a edizione del Trofeo Laigueglia. Il classe 1990 che correva per la Nazionale Italiana ha vinto la corsa dopo una fuga iniziata a 12 chilometri dal traguardo nell’ultimo Gran Premio della Montagna. Felline ha chiuso davanti a Romain Hardy della Fortuneo Vital Concept e a Mauro Finetto della Delko Marseille.

Al settimo cielo il ciclista piemontese: “Un successo che vale doppio perché arrivato con la Nazionale Italiana”. Poi aggiunge: “La gente mi considera un velocista, ma io non mi reputo tale. Ho deciso di attaccare pensando fosse la cosa migliore. Lavorare con Contador mi ha dato stimoli nuovi e ha dato i suoi frutti”.

SOLTANTO POCHI GIORNI FA CRONACAQUI HA INTERVISTA FABIO FELLINE. VI RIPROPONIAMO L’INTERVISTA INTEGRALE: 

«Non solo spalla di Contador Proverò anche a fare risultati»

Fabio Felline, premiato nel dicembre scorso dal nostro giornale come “Torinese dell’anno” morde il freno perché finalmente sta per arrivare anche il suo momento. Dopo un mese di allenamento intenso tra le strade spagnole di Tenerife e le lunghe salite al Teide, ma anche su quelle della sua nuova casa che è diventata Montecarlo, il 27enne professionista torinese è pronto al debutto anche se non sarà in maglia Trek-Segafredo. Domenica 12 infatti sarà uno dei tre professionisti (insieme a Matteo Trentin della Quick Step-Floors e Alberto Bettiol della Cannondale- Drapac) in maglia azzurra al via del Trofeo Laigueglia, una delle prima semi classiche italiane. «Sono contento che ancora una volta Davide Cassani mi abbia tenuto in considerazione, sarà un bel modo del rompere il ghiaccio. E poi da mercoledì sarà al via della Vuelta a Andalucia-Ruta del Sol in Spagna».

Sarà anche la sua prima volta come compagno di Alberto Contador. Come si sente ad essere uno dei suoi uomini di fiducia?

«La Trek già dai primi ritiri, quando c’era da definire il programma della stagione, è stata chiara: vogliono che io sia una delle spalle per Alberto, c’è molta attesa per le sue prestazioni anche perché è un campione che può dare ancora molto. Ma nonostante questo potrò anche fare la mia corsa e provare a fare risultato quando avrò la possibilità».

Un programma di massima per la prima parte della stagione c’è già?

«Dopo la Spagna ho due corse in Belgio, l’Omloop Het Volk il 25 febbraio e la Kuurne-Bruxelles-Kuurne il giorno successivo. Poi correrò le Strade Bianche a Siena a inizio marzo, la Tirreno-Adriatico e la Milano-Sanremo, che resta uno dei miei sogni da sempre».

Come le corse del Nord, quelle su pavé. Quest’anno l’hanno accontentata?

«Direi di sì. A fine marzo la Gand-Wevelgem, poi il Giro delle Fiandre, l’Amstel Gold Race dove torno dopo l’incidente di un anno fa che ho già cancellato dalla mia testa, probabilmente anche la Liegi-Bastogne-Liegi e per chiudere aprile anche il Giro di Romandia ».

A maggio uno si aspetterebbe di vederla al Giro d’Italia. Niente da fare per i suoi tifosi?

«Mi dispiace, ma anche per quest’anno sarà così. Quel mese mi riprenderò un attimo perché mi devo far trovare pronto per il Giro di Svizzera. E poi comunque ci sarà il Campionato italiano a fine giugno sulle mie strade anche se non si conosce ancora bene il percorso».

Torna al Tour de France, il suo primo Grande Giro in carriera. Cosa si aspetta?

«La squadra sarà tutta per Contador, me compreso. Dobbiamo vedere come andranno le prime tappe perché già nella settimana iniziale ce ne sono di molto complicate. Come al solito sarà la strada a dirci cosa possiamo fare e a me personalmente su cosa posso puntare».

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