LaboratorioBarriera
News
LA STORIA

«Cibo, jazz, web e co-working: così sconfiggiamo il degrado»

L’impegno dei laboratori di via Baltea: «I nostri spazi al servizio del quartiere»

La caffetteria sociale diventa brico-bar dove costruire oggetti domestici partendo da pezzi recuperati. Poi c’è la falegnameria, dove “mastro” Alessandro insegna sì a fabbricare cassetti e librerie, ma se hai una sedia che traballa te l’aggiusta senza problemi. I novecento metri quadri di via Baltea 3 sono forse il volto migliore di Barriera di Milano.

È il progetto di rigenerazione urbana che è riuscito a fare centro in un quartiere difficile. A crederci, cinque anni fa, sono stati gli uomini e le donne della cooperativa Sumisura, che nel giugno del 2014 decisero di scommettere in grande aprendo i “laboratori di Barriera” dove un tempo c’era la vecchia tipografia Sosso. «Non era facile vincere questa sfida – spiega Chiara Mossetti, architetto della cooperativa – ma ci siamo riusciti perché a fianco delle attività commerciali e produttive abbiamo sempre messo l’accento sull’aspetto della socialità, costruendo relazioni tra le persone».

Relazioni che durano a dispetto delle differenze di lingua o di cultura, perché via Baltea è da sempre aperta a tutti. E c’è veramente di tutto. Da primato il forno di Panacea, che fa il pane come una volta usando solo farina, acqua e sale e impiegando grani coltivati a Stupinigi e farine non raffinate macinate a pietra. Poi c’è Mario, cestaio che ha superato le 80 primavere ma a cui non manca la voglia di insegnare i segreti dell’intreccio. Senza dimenticare gli sportelli su ascolto e orientamento legale, il laboratorio di sartoria per i richiedenti asilo, lo spazio di co-working, i corsi di fotografia, la scuola di musica e la web radio.

Anche il doposcuola va forte, se è vero che l’alta richiesta ha obbligato ad aprire, da settembre, attività per le medie oltre a quelle già attive per le superiori. E a novembre è partito anche B.Next, un progetto di formazione creativa finanziato da AxTo. Destinatari, i giovani dai 14 ai 21 anni del quartiere che seguono quattro laboratori – cucina, panificazione, radio e ciclofficina – più percorsi di orientamento scolastico e professionale e attività di animazione territoriale.

Tutto secondo il filo conduttore che da cinque anni caratterizza via Baltea, cioè produzione e autoproduzione. Perché sì, nei laboratori si producono beni e servizi, ma si promuovono anche il riciclo, l’autoriparazione, il risparmio dei consumi e lo scambio. E, soprattutto, si fa comunità.

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo