Magistrato
Cronaca
L’INTERVISTA

«Ci sono 17mila casi arretrati ma io ho solo otto magistrati»

Gabriella Viglione, nuovo procuratore capo a Ivrea dopo Giuseppe Ferrando

Gabriella Viglione dal 16 febbraio scorso ha preso possesso dell’ufficio di Procuratore Capo di Ivrea. Subentra a Giuseppe Ferrando che per otto anni aveva ricoperto il ruolo prima di essere trasferito alla guida di Novara.

Dottoressa Viglione qual è stata la sua carriera professionale?

«È cominciata nel 1986, il primo incarico è stato a Torino dove sono rimasta in servizio fino al 2014. Dal 2014 al 2022 sono stata procuratore aggiunto a Cuneo. Dal 1991 al 2001 ho fatto parte della direzione distrettuale antimafia di Torino. Ho fatto parte di molti gruppi come quello per i reati della pubblica amministrazione e la sicurezza del lavoro. Per alcuni mesi a cavallo tra il 2012/13 ho ricoperto temporaneamente il posto vacante del procuratore capo ad Ivrea».

Quali inchieste e processi le sono rimasti più impressi?

«Premesso che ogni indagine e processo ha il suo interesse e particolarità, in generale posso dire che quelli che riguardano omicidi sono quelli che suscitano più emotività e coinvolgimento, e sono anche complessi. Dovendo citare qualche caso specifico direi il processo “Cartagine” di mafia, Franco Fuschi, il serial killer della Val di Susa che commise undici omicidi, Luisella Pullara la “mantide” di Gassino, il processo Soria, quelli della sicurezza del lavoro come Pirelli e Farmitalia. I processi per il lavoro possono sembrare poco “interessanti” in realtà si tratta di una sorta di giustizia sociale, spesso non tanto per le condanne o pene, ma come prevenzione e segnale alla società e alla politica per migliorare sempre più la prevenzione degli incidenti e le morti sul luogo di lavoro».

Quale situazione ha trovato ad Ivrea dopo il suo arrivo il 14 febbraio?

«Abbiamo una squadra eccellente di magistrati, purtroppo però siamo drammaticamente sotto organico. La pianta organica dovrebbe prevedere 24 magistrati sulla base di abitanti, territorio e fascicoli, al contrario ne abbiamo solo otto. Nella Procura di Ivrea ogni magistrato gestisce mediamente dai 5mila ai seimila fascicoli quando anche nelle Procure più impegnate mediamente arrivano a seicento fascicoli. Abbiamo una mole di arretrati di 17mila fascicoli. Ogni processo ha la sua importanza e dignità, ma noi abbiamo precise direttive sulle priorità da seguire».

Cos’è il Codice Rosso?

«Si tratta di un importante strumento che permette interventi rapidi nei casi di violenza. I casi del Codice Rosso hanno una priorità alta proprio per il rischio che comportano certe situazioni e la possibilità di degenerare se non si interviene rapidamente. Per un magistrato, però, la gestione del Codice Rosso è impegnativa e comporta la sua massima attenzione e analisi. Ad Ivrea dovendo dare priorità, giustamente a tali casi e altre tipologie urgenti, con i pochi magistrati e poco personale al loro servizio, siamo costretti a lasciare ad attendere per mesi e anni altre indagini. Questo non è giusto. Sulla base della mole di lavoro della Procura di Ivrea sarebbe opportuno che la pianta organica venisse adeguata, sia per i magistrati che per il personale, a quel punto si potrebbero progressivamente integrare le forze necessarie. Sono certa che recupereremo il pregresso e potremmo offrire un migliore servizio al territorio e ai cittadini».

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