(foto: depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Ci prendono per i numeri

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«Dottore, che faccio? I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?», chiede la dirigente della Regione Sicilia. «Ma sono veri?», risponde Ruggero Razza, assessore alla Sanità. «Sì, solo che sono di tre giorni fa». Una pausa e poi Razza dà l’ok: «Spalmiamoli un poco». Eccola qui la prova provata che se si è truffaldini nel cuore, si può giocare con la pelle dei cittadini anche in una tragedia come quella che stiamo vivendo. Un crimine tremendo, sotto il profilo morale, ma anche materiale perché da quei dati che poi la Regione comunicava a Roma dipendevano i colori scelti per il territorio. Non a caso proprio la Sicilia è stata gialla e persino bianca. Uno scandalo svelato dalla procura di Trapani che ha portato a cinque arresti e spinto l’assessore “che spalma” alle dimissioni. Ma che purtroppo suona come un campanello d’allarme sulle porcherie che si possono fare manipolando i dati dei contagi, dei decessi, dei tamponi, tanto per guadagnare virtù che non si possiedono. Ma, soprattutto, giocare con la pelle di chi è ignaro di situazioni ben più gravi di quelle dipinte. Un termine che non è usato a caso, visto che dietro le restrizioni vi è da un lato la tutela della salute attraverso i sacrifici di molti, e dall’altro vergognosi tornaconti in chiave economica, politica ed elettorale. La brutta vicenda siciliana, scoperchiata come spesso accade dalle intercettazioni telefoniche, mette la pulce nell’orecchio a tutti e ci dimostra quanto potere abbia chi, in questa pandemia, abbia in mano i numeri. Dalle spalmature non dipende solo se un cittadino può andare o meno al supermercato. Di mezzo ci sono interessi enormi, dagli allestimenti degli ospedali alle mascherine. Un oggettino da passeggio grazie al quale qualcuno sta nuotando in piscine piene di monete d’oro come faceva Paperon de Paperoni. Lasciateci almeno pensare male…

fossati@cronacaqui.it

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