La protesta di ieri a Bardonecchia
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Albergatori, maestri di sci e guide in ginocchio

La montagna si ribella: «Si affossa un settore che vale 12 miliardi» [VIDEO]

Secondo l’ultima stima di Confesercenti diffusa ieri il nuovo rinvio costerà altri 400 milioni di fatturato
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A Bardonecchia scatta la protesta di albergatori, maestri di sci e turisti contro la chiusura degli impianti sciistici, determinata dopo un’ordinanza firmata nella serata di ieri dal ministro Speranza.

Suonano le campane, mentre la città “si ferma” con la chiusura di attività e negozi in segno di protesta. “Non è un rinvio, è la chiusura di una stagione, che equivale ad una totale perdita secca dell’incasso di questo periodo dell’anno”, dice uno dei tanti maestri di sci presenti alla manifestazione. “Manifestiamo contro il disagio creato da questo Governo – gli fa eco un suo collega -. Avevano deciso di farci aprire per poter partire oggi, ieri invece è arrivata la decisione di non voler aprire. Qui a Bardonecchia ci siamo mossi tutti per poter essere pronti oggi, e ci hanno fermato senza nemmeno un minimo di preavviso. Avrebbero dovuto prendersi le loro responsabilità e dare ristori immediati”.

“La situazione ha dell’incredibile – dichiara, invece, Giorgio Montabone, presidente del Consorzio Turismo Bardonecchia -. Eravamo pronti per partire, poi ieri sera è arrivata la doccia gelata ed è cambiato tutto. Non si può decidere la sera prima per il giorno dopo”.

“Tempi e metodi non sono stati confacenti dal nostro punto di vista, e ciò ci amareggia e ci fiacca soprattutto per quanti hanno impiegato impegno e risorse per consentire in sicurezza la riapertura degli impianti – ha dichiarato il sindaco, Francesco Avato -. Il settore della montagna ha diverse filiere produttive: la politica prenda atto delle nostre necessità, che sono vitali.

video di Giulio Lapone

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