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Chiuso in Italia aperto in Brasile: l’Egizio fa il “botto” in tournée

A San Paolo ha conquistato 200mila persone e il 18 gennaio inaugura a Tallinn

Il Museo Egizio è aperto per mostre. Certo, non a Torino dove i nuovi decreti continuano tenere chiuse (tra le altre) le attività culturali, ma bensì all’estero dove prosegue il lungo tour dei suoi capolavori. Un’impresa non facile a causa della pandemia che ha costretto gli allestitori a fare lo slalom fra le restrizioni, ma che ha portato, in ogni caso, a numeri di capogiro.

A San Paolo del Brasile, per esempio, si è chiusa in questi giorni l’esposizione “Egito Antigo. Do cotidiano à eternidade” la quale ha conquistato, da febbraio e con un periodo di chiusura nella sede locale del Centro Cultural Banco do Brasil, 200.878 visitatori. Stessa cosa è accaduta a Helsinki dove “Egypt’s Glory”, nel museo Amos Rex oggi chiuso, ha accolto quasi 220.000 visitatori. E sempre in Europa, a Tallin, la stessa mostra riaprirà al pubblico dopo la serrata di ottobre dovuta alla pandemia. Fino ad allora a visitarla, una media di 1.100 persone al giorno.

«L’impegno che il Museo mette per rendere disponibile la propria collezione e farla conoscere è in questo momento più che mai grande: lo facciamo proponendo al pubblico nazionale e internazionale una ricca offerta di contenuti innovativi e sempre nuovi, e in questo contesto le mostre itineranti rappresentano per noi uno strumento importantissimo» ha detto Christian Greco, direttore del Museo Egizio. Ed è così, infatti, che smontata San Paolo la stessa esposizione sta per essere allestita anche a Brasilia dove inaugurerà il prossimo 30 gennaio. Gli operatori locali sono già la lavoro e da via Accademia delle Scienze gli esperti torinesi stanno guidando le delicate manovre in remoto. Nuovi spazi espositivi dedicati al racconto del resti umani sale della vita.

«Anche se il portone di via Accademia delle Scienze è temporaneamente chiuso il Museo non si ferma mai – ha aggiunto Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio -. Le sfide che stiamo affrontando sono molte e complesse, ma il percorso di internazionalizzazione e diffusione della cultura egizia che stiamo conducendo da anni prosegue, grazie anche alla piena sintonia con i nostri partner locali, il Ministero dei beni culturali e la Soprintendenza torinese. E numeri, in particolare quelli sorprendenti del Brasile, dove in due tappe abbiamo avuto oltre 1,6 milioni di visitatori, sono per noi un motivo di orgoglio e di speranza». Ad attendere i torinesi, invece, si spera presto, “Nel laboratorio dello studioso”, ossia mostre bimestrali dedicati a singoli oggetti e la nuova area espositiva dal titolo “Salee della vita”.

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