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Cronaca
IL CASO

«Chiudi la porta quando vai in bagno»: arrestato dopo le botte a San Salvario

Lo scontro era avvenuto il 4 settembre fuori dal Crazy Love di via Galliari. Caccia agli altri aggressori

Tutto è iniziato dentro il locale, tra un cocktail e una lap dance: «Quel ragazzo gli ha solo detto di chiudere la porta del bagno», racconta il titolare del Crazy Love, Marco Giaquinto.

Da quella scintilla è nato uno scontro dentro il locale di via Galliari, in pieno quartiere San Salvario. Fuori, però, è degenerato in botte violentissime con uno sgabello e una spranga di ferro: gli aggrediti, due ragazzi tunisini, sono finiti in ospedale e uno ha pure rischiato la vita. E adesso uno degli aggressori è finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato e lesioni gravi e aggravate: si tratta di un 37enne romeno, che gli inquirenti descrivono come un uomo molto violento e con precedenti per episodi simili. I racconti dei presenti e i video dei residenti, in effetti, fanno impressione. E spiegano bene quanto successo intorno nella notte fra il 3 e il 4 settembre, poche ore dopo i famosi spari in diretta internet in via Saluzzo. Il Crazy Love di via Galliari, storico locale di lap dance, è a un paio d’isolati di distanza: «Alle 2 e mezza sono entrati tre romeni mai visti prima – ripercorre il titolare – Hanno preso da bere e si sono messi a parlare con una delle nostre 20 ragazze. Poco dopo uno è andato ai servizi e qualcuno gli ha detto: “Chiudi la porta quando vai in bagno”». Era un tunisino che era seduto lì davanti. Ne è nata una colluttazione, con tanto di bottiglia in mano e magliette strappate. Ma è stata subito fermata dai due buttafuori del locale: «Sono diverbi che capitano un paio di volte al mese – ammette Giaquinto – Noi li fermiamo e poi portiamo fuori i contendenti, facendoli passare da uscite separate». Anche stavolta è andata così: solo che i tre romeni non si sono fermati. A quanto pare, hanno preso una spranga di ferro da una Porsche parcheggiata poco lontano. Poi hanno afferrato lo sgabello del buttafuori e hanno iniziato a picchiare i due tunisini, come mostra anche il filmato di un residente: «Uno dei miei buttafuori si è preso una sprangata in faccia ed è finito anche lui in ospedale. Ma prima ha salvato la vita a quel ragazzo». I due tunisini sono arrivati al Mauriziano quasi in fin di vita, con fratture e lesioni molto gravi alla schiena, al torace e in testa. Tanto che sono stati dimessi soltanto nei giorni scorsi. Intanto gli agenti del Commissariato Barriera Nizza hanno raccolto le testimonianze dei presenti. Poi hanno scandagliato i video dei residenti e delle telecamere di sorveglianza, comprese quelle della vicina sinagoga. Così sono riusciti a rintracciare uno dei tre aggressori, il 37enne romeno, residente ad Orbassano.

Ieri i poliziotti hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e hanno anche perquisito la sua auto: non hanno trovato la spranga ma un tirapugni in metallo e uno spray al peperoncino.

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