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VISTRORIO. Addio anche alla filiale dell’Unicredit

Chiude l’ultima banca. Tutta la val Chiusella resta senza sportelli

Dodici comuni e 5mila persone privi degli istituti. «Nessun riguardo alle difficoltà create a interi paesi»

La Val Chiusella perde l’ultima banca. Nei giorni scorsi è arrivato l’annuncio da parte della Unicredit della chiusura della propria filiale di Vistrorio, situata in via Garibaldi, che era rimasto l’ultimo istituto di credito ad avere uno sportello nell’intera vallata canavesana. Una valle con 12 comuni e 5mila abitanti che ora si ritrova senza punti di riferimento. Prima dell’addio di Unicredit, infatti anche Intesa Sanpaolo aveva deciso di chiudere la propria, unica, filiale a Vico Canavese circa un anno fa. L’Unicredit chiuderà il prossimo 23 aprile, definitivamente, togliendo anche il bancomat. «All’inizio aveva ridotto l’apertura a tre giornate – spiega sconsolato il primo cittadino di Vistrorio Domenico Ravetto Enri eletto nel settembre dello scorso anno – poi un dirigente ci ha annunciato alcuni giorni or sono la definitiva ed irrevocabile chiusura, non c’è stato spazio per alcuna trattativa. Comprendo che come azienda loro facciano i loro interessi, ma appunto parliamo sempre e solo di interessi economici senza riguardo alle difficoltà che creeranno in paese e nella valle». Ora l’unico punto sarà un bancomat che l’Intesa Sanpaolo dovrebbe aprire a Vico Canavese (comune di Valchiusa) quest’anno. E null’altro. «Siamo amareggiati e, piuttosto arrabbiati – gli fa eco il sindaco di Vidracco, Antonio Bernini – la chiusura di tutte le banche è un brutto segno. Non possiamo fare più di tanto, perché si tratta di aziende private, ma creerà non poco disagio a privati cittadini ed imprese. Probabilmente faremo delle iniziative, ma non abbiamo ancora stabilito come. Il problema è che questa valle paga già difficoltà nei collegamenti sia per le connessioni digitali che quelle materiali, con pochi autobus che ci collegano al resto del territorio. Non posso immaginare cosa significhi per le persone più anziane doversi ora recare a Castellamonte per uno sportello bancario. Meno male che almeno Poste Italiane ha deciso di agire in controtendenza mantenendo le filiali ed aprendo i postamat dove non c’erano». Ciò che lamentano amministratori e cittadini della Valle è come negli anni si sia sempre parlato molto del sostegno alla montagna ed alle aree marginali, eppure le banche non sembrano essere di questa idea non comprendendo come il servizio che danno in questi territori rappresenta molto più della semplice gestione dei risparmi e del denaro dei clienti.

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