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La situazione è precipitata dopo la sentenza del Tar

Chiude il campeggio, a rischio 250 casette. Ma il Comune rassicura: «Nessun profugo»

Si cerca una soluzione per i proprietari delle strutture ospitate nel “Bokki”

Entro il prossimo 16 ottobre potrebbe essere rilasciato dalla Regione il permesso di concessione demaniale al Comune di Bardonecchia per l’uso di un terreno da mantenere a campeggio e per l’uso di due ponticelli a servizio dello storico “Bokki Camping”.

È quanto emerso dal question time in consiglio regionale a seguito della interrogazione della consigliera di Forza Italia, Daniela Ruffino, all’assessore regionale alle Opere pubbliche e Difesa del suolo, Francesco Balocco.

Lo stesso componente della giunta Chiamparino ha spiegato come la pratica sia in fase di risoluzione, con l’esame tecnico che dovrebbe concludersi entro il 10 ottobre, visto che i documenti supplementari richiesti al Comune sono arrivati.

Si avvia alla conclusione, quindi, una vicenda annosa, fatta di atti giudiziari, petizioni, interventi amministrativi.

Con oltre un migliaio di persone, che da 43 anni hanno una roulotte e o un casetta – sono quasi 250 – nel camping in Valle Stretta, che per un anno abbondante hanno avuto paura di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano e la fine di un sogno.

Perché tra problemi finanziari e giudiziari, la vicenda andava avanti dal lontano 2010, ma i villeggianti hanno iniziato ad avere paura di perdere tutto nei mesi scorsi, quando i gestori del camping hanno avuto la certezza di non poter continuare nella loro avventura ed essere costretti a dare al Comune la bellezza di 160mila euro, visto che il Tar ha dato ragione a Palazzo Civico, che ha ripreso possesso dell’area.

In tutto questo, il sindaco Francesco Avato ha mantenuto le promesse, prendendosi carico dell’area e dando il “compito” ai possessori delle casette o ai fruitori dell’area tramite roulotte, di sottoscrivere una tripla polizza assi- curativa per danni verso terzi, per danneggiamento della casetta o roulotte del vicino o per le conseguenze di incendi.

Un aspetto che sarà discusso a breve, quando verrà individuato il broker assicurativo che gestirà le pratiche. Per quanto concerne la sicurezza dell’area, invece, il Comune starebbe per affidare l’incarico alla Rear, tranquillizzando tutti i fruitori che non vi è alcuna intenzione di convertire l’area per accoglie- re i profughi.

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