calogero barbiere
Cronaca
VENARIA

Chiude Calogero il barbiere: ha tagliato capelli per 60 anni

Va in pensione a 80 anni «ma nessun giovane ha voluto il mio posto»

«Cosa mi mancherà? Lo svegliarmi presto al mattino per venire qui e aprire la serranda e attendere non i clienti ma gli amici. Perché ormai erano tutti dei grandi amici, con i quali passavo le mattinate, i pomeriggi e le prime ore della sera. Ma a 80 anni è giusto smettere e pensare un po’ a me stesso». Parola di Calogero Patti, 80 anni, che il 31 dicembre abbasserà per l’ultimo giorno la serranda del suo negozio, quello di corso Garibaldi 6/A, dove per 60 anni ha tagliato capelli e barbe.

«È arrivato il momento di dire basta. In fondo taglio capelli da quando ho otto anni», spiega con un velo di emozione, consapevole che questi saranno gli ultimi giorni di una bellissima avventura. Una avventura iniziata nella sua Castronovo di Sicilia, città palermitana molto legata a Venaria a tal punto che le due municipalità sono gemellate. «Avevo i calzoni corti. Ma anche da bambino ero molto attento ad ogni minimo dettaglio del proprietario del negozio. Guardavo come tagliava barbe e capelli. Ma anche come intratteneva i clienti, la gentilezza, i modi di fare, di dire. Ho imparato molto da lui», ricorda Calogero.

Nel 1962, quando aveva 19 anni, il viaggio verso Venaria, dove ha coronato il suo sogno: quello di aprire un negozio tutto suo. Il «negozio della vita», visto che non si è più mosso da lì. Qualche giorno fa, il sindaco Fabio Giulivi e l’assessore Monica Federico – assieme all’ex consigliere comunale Giuseppe Arlotta – lo hanno premiato con una targa «per i 60 anni di onorata attività in città», spiegano gli amministratori venariesi. Un gesto che ha fatto piangere Calogero, abbracciato dagli amici presenti per una sorta di festa a sorpresa.

E dal 1 gennaio inizierà una nuova vita. Senza negozio, senza doversi alzare presto al mattino. Senza più pettini, forbici, rasoi. Ma con un unico rammarico: «Nessun giovane si è fatto avanti per rilevare la licenza. Qualcuno ha chiesto, ma pensava di lavorare dal lunedì al venerdì pomeriggio…».

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