esplosione ucraina guerra
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Chi viene e chi va

Due flash sul caso Ucraina. Il primo sono le riprese Tv degli ucraini che costruiscono bombe molotov da gettare fra i cingoli dei carri armati russi quando arriveranno. Una fabbrica di birra è stata addirittura riconvertita totalmente alla preparazione dei liquidi infiammabili necessari a riempire le bottiglie incendiarie. Scappano donne, vecchi e bambini, ma gli uomini validi restano là a combattere Putin. Se non per fermarlo, per fargliela pagare cara. Ci sono persino giovani ucraini che dall’occidente tornano in patria per combattere i russi. Vedendo tutto ciò vengono in mente quei giovani africani atletici che sbarcano dalle navi Ong con le Nike ai piedi e lo Smartphone in mano dichiarando di fuggire dai loro paesi in guerra. C’è chi le guerre le combatte e chi le usa come pretesto. L’altro flash sono gli oligarchi russi in lacrime perché ci stanno rimettendo milioni con le sanzioni e il popolo in coda ai bancomat per non perdere i risparmi come negli anni ‘90. Mi ricordano la canzone “Ho visto un re” di Jannacci e Fo dove il re piange come gli amici di Putin perché “l’imperatore gli ha portato via un bel castello, di trentadue che lui ne ha”. Piangono anche il vescovo a cui il cardinale ha portato via un’abbazia su trentadue e il ricco a cui il re, il vescovo e l’imperatore hanno sottratto tre case e un caseggiato, sempre su trentadue. Solo il contadino, a cui i predetti potenti han rubato tutto (“la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la radio, i dischi di Little Tony, la moglie e un figlio militare”) deve ridere perché se piange intristisce i potenti. Questo poveraccio fa pensare a chi con questa guerra perderà tutto. Purtroppo non solo in Ucraina…

collino@cronacaqui.it

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