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Il Borghese

Chi specula sulla benzina?

Sono 2.809 le violazioni contestate, da marzo dell’anno scorso, su tutto il territorio nazionale da parte della Guardia di finanza per violazione della disciplina dei prezzi dei carburanti: 2.809 su 5.187 verifiche effettuate. Tante, poche? Statisticamente un dato impressionante, ma si può anche facilmente verificare come la più diffusa di queste violazioni sia la differenza tra prezzo esposto e quello praticato. Più una pubblicità ingannevole che una speculazione, insomma.

Contro le speculazioni, ora le fiamme gialle hanno in atto una strategia di controlli capillari, così recita almeno una circolare interna. Perché il prezzo continua a impennarsi, nonostante il prezzo al barile del petrolio sia tornato a livelli pre pandemia – per quel che vale, essendo tutto così volatile… Il fatto è che i controlli capillari riguardano la rete di distribuzione e al limite i grandi impianti di stoccaggio, ma davvero pensiamo che siano gli esercenti a poter mettere in atto una speculazione?

Loro ricordano che il proprio guadagno è sempre una parte fissa del prezzo, a prescindere dagli aumenti. Concentrare l’attenzione solo sull’ultimo anello della catena è operazione di facciata, diciamolo chiaramente. Sarebbe come rimproverare un venditore di lampadine per gli extraprofitti delle grandi compagnie energetiche. Dal governo, in compenso, per bocca di uno degli attuali componenti che in campagna elettorale prometteva il taglio delle accise, garantiscono che oggi verrà affrontato il problema.

L’ultima volta che l’hanno fatto, sono stati ridotti gli sconti sulle accise decisi dal governo Draghi – che già di per sé era un provvedimento tampone -, ma di certo le dichiarazioni successive saranno trionfali. Come un cartello sbagliato esposto al distributore.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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