chi ruba è fesso
Cronaca
IL FATTO

«Chi ruba è un fesso». E le scuole di Barriera protestano in strada

Sit-in dopo i troppi furti nei plessi

L’hashtag era #fessochirubaday, «Perché solo un fesso può rubare a scuola», hanno urlato i partecipanti. Insegnanti, genitori e bambini che, ieri, sono scesi in strada per protestare contro l’escalation di furti nelle scuole di Barriera di Milano. Una “passeggiata solidale”, realizzata insieme alle associazioni di quartiere e alla circoscrizione Sei. Una marcia organizzata per dire che la scuola non si tocca, e chissà se i ladri capiranno la lezione. Ultimamente, le razzie sono state troppe: sassofoni, computer, tablet, chitarre, lavagne multimediali, solo per citare qualche bottino. Così gli istituti hanno fatto scudo e sono scesi in piazza, per difendere la scuola. Presenti l’Ic Vercelli di corso Vercelli, l’Ic Ilaria Alpi di corso Novara e l’Ic Gabelli di via Santhià, insieme ad associazioni e commercianti.

La passeggiata solidale, a cui hanno preso parte circa 200 persone, è partita da corso Vercelli e si è conclusa in piazza Foroni. “Giù le mani dalla scuole”, e “Non potete rubarci la voglia di imparare”, alcuni messaggi scritti sui cartelli. Destinatari, quei ladruncoli che ancora prima dell’inizio dell’anno scolastico hanno rubato negli edifici scolastici del quartiere. «È importante scendere in strada – sottolinea Damiana Periotto, dirigente della Gabelli – per mantenere alta l’attenzione su questi furti. Se la situazione continua così, diventa sempre più difficile per le scuole offrire un servizio alle famiglie». La speranza è che la passeggiata di ieri riesca a smuovere qualcosa. «Nessuno vuole la militarizzazione del quartiere – precisa la preside -, ma una maggiore cura sì, direi un “controllo sociale”». Oltre a cartelli e striscioni, i bambini hanno disegnato con dei gessetti i loro pensieri e desideri sulla pavimentazione della piazza. Presente alla manifestazione anche Stefano Lo Russo, candidato sindaco del centrosinistra. «La prima sicurezza – così Lo Russo – è quella sociale. I furti nelle scuole, così come lo spaccio o le aggressioni, vanno contrastati sempre, non solo quando fa comodo a qualcuno elettoralmente».

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