Carlo Leva e Sergio Leone
Spettacolo
LO SCENOGRAFO DI SERGIO LEONE

C’era una volta il cinema di Carlo Leva

Immaginò il mondo dello Spaghetti Western: si è spento sabato a 90 anni

Quel mondo lo conosciamo tutti, perché tutti lo abbiamo visto. Un immaginario collettivo fatto di pistoleri dagli occhi di ghiaccio, di malviventi censiosi e dal sorriso sornione, di orizzonti riarsi attraversati dal treno, con in sottofondo le immortali note di Ennio Morricone. È lo Spaghetti Western di Sergio Leone, è la Trilogia del dollaro con Clint Eastwood, si dirà. Tutto vero. Ma se Leone immaginava, c’era qualcuno che i suoi sogni li riportava sulla carta e poi li plasmava di fronte alla macchina da presa, con quel punto di vista allora inedito che tanto ha ispirato altri, non per ultimo Quentin Tarantino. Quell’uomo era Carlo Leva, di professione scenografo, a buon titolo il decano dei cineasti piemontesi dall’alto dei suoi oltre 155 film: si è spento sabato, a novant’anni. La stessa età di Eastwood, un anno in meno di Leone se fosse ancora vivo.

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