Image_4
News
Il Comune revoca la concessione e valuta una richiesta danni milionaria

MICHELOTTI. Centrale idroelettrica: addio dopo sette anni di trattative

La delibera calcola a proposito risarcimento di 760mila euro

Ci sono progetti che nascono sotto una cattiva stella. La centrale idroelettrica che sarebbe dovuta sorgere in corrispondenza della diga Michelotti, portando in dote alla Città una discesa per le canoe e una conca per la navigazione dei battelli sul Po, è uno di questi.

Dopo quasi sette anni dall’approvazione del progetto di fattibilità, presentato dall’allora amministrazione Chiamparino il 23 marzo 2010, ieri mattina la giunta Appendino ha preso d’atto della risoluzione del contratto di concessione per «grave ritardo del consessionario».

Nel lungo testo presentato dall’assessore ai Trasporti e alle Vie d’acqua Maria Lapietra si legge che «sono ormai trascorsi quasi 20 mesi dalla data di sottoscrizione del contratto con la Città e ad oggi non è stato redatto nessun progetto definitivo delle opere (da consegnare alla Città addirittura entro il 20 maggio 2015) né tantomeno sono stati avviati i lavori di costruzione dell’impianto idroelettrico, il cui avvio era previsto entro il 20 gennaio 2016».

L’Associazione temporanea di imprese “Torino Smart Idro” che si era detta disponibile a portare a termine il progetto ha, nel corso degli anni, denunciato una serie di criticità che l’hanno allontanata dall’obiettivo, compreso un aumento dei costi di realizzazione valutato in 3 milioni di euro a fronte di un importo complessivo calcolato all’origine in 7,1 milioni.

Sottolineature che il Comune respinge al mittente: «La Città non ha mai ricevuto alcun documento a giustificazione della lamentata “eccessiva onerosità” dell’intervento». E poi ancora: « Le controdeduzioni sono risultate inammissibili e manifestamente infondate ».

Da qui la decisione di stralciare il progetto, valutando però la possibilità di chiedere i datti all’impresa concessionaria.

La delibera calcola a proposito un danno patrimoniale di 760mila euro per la non realizzazione di scivoli e conca per la navigazione, insieme con un canone ventennale che avrebbe reso 1,2 milioni di euro.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo