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AL CARIGNANO

C’è “Servo di scena”: «Un inno all’amore per il nostro teatro»

Interpretato da Gleijeses, Maurizio Micheli e Lucia Poli il testo scritto da Harwood va in scena da martedì 15: «Nelle altre edizioni mancava l’ironia, che adesso c’è»

In Italia a confrontarsi con il testo che Harwood scrisse nel 1979, “The Dresser”, il vestiarista, considerata una delle più belle commedie contemporanee, erano stati per primo Umberto Orsini, protagonista nell’allestimento di Gabriele Lavia, quindi Turi Ferro, Nando Gazzolo, Franco Branciaroli. Ma «in queste edizioni passate – rimarca Geppy Gleijeses – mancava l’ironia, che invece adesso c’è». E aggiunge: «Al nostro spettacolo la gente ride e si commuove allo stesso tempo, penso che sia proprio questo il modo in cui va interpretato lo spettacolo».

Si ride e ci si commuove ora con il “Servo di scena”, come titola in italiano il dramma in due atti di Ronald Harwood, interpretato da Geppy Gleijeses, Maurizio Micheli, Lucia Poli. Lo spettacolo, presentato nella traduzione di Masolino d’Amico, debutta martedì 15 al Teatro Carignano di Torino (in replica fino a domenica 27 novembre). La regia è di Guglielmo Ferro, che proprio in questa pièce, negli anni Novanta, diresse il padre Turi nel ruolo del protagonista. E proprio al grande Turi Ferro è dedicata questa edizione, prodotta da Gitiesse Artisti Riuniti e dal Teatro Stabile di Catania, allestita nel 2021, l’anno del centenario della nascita dell’attore catanese.

Ambientata in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale e ispirata all’esperienza di Harwood come costumista e manager dell’attore Sir Donald Wolfit, la pièce ruota intorno alla figura di Sir Roland, un vecchio capocomico, anziano e stanco, ormai alla fine della sua carriera, ma che continua a recitare, pur sotto i bombardamenti, perché è la sola sua ragione di vita. Dispotico, capriccioso e vanitoso, Sir Roland è sostenuto dal suo “servo di scena”, Norman che funge anche da segretario, consigliere, suggeritore, amico. È l’ultima giornata di Sir, l’ultima sul palco e anche nella vita.

Sul palco è nel ruolo shakespeariano di Re Lear. Ma è in preda a una crisi di nervi: dice di non ricordare le battute iniziali, si preoccupa perché deve sollevare di peso Milady, la prim’attrice nonché sua moglie, nella scena della morte di Cordelia, si lamenta perché, con la guerra, sono rimasti, come attori della compagnia, solo vecchi, invalidi e gay. Così Sir non fa altro che piangere mettendo tutti in grande apprensione, anche perché il teatro è pieno.

Ma Norman, il suo assistente, è convinto di risolvere la situazione e lo convincerà a recitare in quella che sarà la sua ultima recita. «Servo di scena è un grande inno all’amore per il teatro – spiegano dalla compagnia -, all’illusione che la civiltà possa sconfiggere le forze oscure della guerra che incombe tutto intorno, oggi come ieri». Sul palco del Carignano anche Roberta Lucca, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone, Antonio Sarasso.

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