LA NOTTE ALLO SPECCHIO

C’è una Elena Ferrante a Torino. Scrive thriller ambientati all’Onu

Una serie di delitti e un indizio che porta alla Sindone

Anche il mondo del thriller ha la sua Elena Ferrante: si chiama Adriana Mazzini e ambienta le sue storie a Torino, all’Unicri, il “campus” dell’Onu che si occupa di studi sulla prevenzione del crimine. Ma come per la scrittrice napoletana (ammesso che sia davvero una donna, o forse è la moglie di un noto scrittore) autrice de “L’amica geniale”, anche Adriana Mazzini è un nome d’arte. Anche se il suo mistero potrebbe risolversi in fretta, dal momento che la casa editrice ha fissato una presentazione della scrittrice e del suo primo thriller “La notte allo specchio” (Harper Collins, 19,50 euro) in una libreria Feltrinelli giovedì 16.

Adriana Mazzini, dicono le note diffuse dalla casa editrice, è di origine toscana, ha vissuto a Pisa, Catania, Milano, Leicester e Parigi, si è dedicata a studi su semantica, cinema e antropologia. Poi ha lavorato come autrice per la tv, prima di contribuire a creare un centro sui diritti umani. Da quasi vent’anni vive a Torino. Quasi come la sua protagonista, la profiler americana Hellen Alice Brown: era la migliore nel suo campo, ma ora da molto tempo vive sotto un’altra identità proprio a Torino e lavora come consulente dell’Onu. Il suo desiderio è solo quello di ricostruirsi una vita normale dopo essere stata rapita e imprigionata per settimane da un serial killer, assieme alla figlia della sua migliore amica. Ora, però, un delitto proprio a Torino, l’omicidio di una ragazza, riapre quelle antiche ferite.

E non sarà che il primo di una serie di omicidi tanto spettacolari quanto feroci, con unico indizio delle macchie di sangue che non possono essere considerate vere. Alice affianca così nelle indagini il commissario Alessandro Nunzi, capo della Omicidi, un uomo ferito e disilluso, che ha perso la moglie. Insieme sulle sulle tracce del serial killer, che potrebbe anche essere soltanto il braccio armato di una setta religiosa legata alla Sindone. Un debutto misterioso e adrenalinico, che iscrive la Mazzini allo stesso club di Patricia Cornwell e Kathy Reichs.

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