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IL CASO

A Castiglione è vietato morire. Sono finiti i loculi al cimitero

Il Comune costretto a fronteggiare l’emergenza: «Sono mancati i controlli»

A Castiglione non si può morire. No, non è una battuta, è la verità: i posti nei cimiteri sono quasi finiti, il rischio che un defunto debba “chiedere asilo” in un altro camposanto sembra essere qualcosa di piuttosto verosimile.

A certificare il tutto, infine, c’è una delibera del sindaco Loris Lovera che agli inizi di agosto ha certificato l’emergenza, in particolare per il cimitero di Castiglione Alto. «Da quando ci siamo insediati – racconta il primo cittadino – abbiamo chiesto a tutti gli uffici lo stato dell’arte e, quando siamo arrivati ai servizi cimiteriali, ci siamo trovati ad una situazione piuttosto particolare con contratti scaduti da decenni, la passata amministrazione non ha eseguito i necessari controlli».

Certificata l’emergenza, la macchina comunale si è messa immediatamente in moto per svuotare i loculi, cellette e ossari con contratti scaduti e poi, eventualmente, arrivare alla costruzione di una nuova area. «L’ossario del cimitero di Castiglione Alto – prosegue Lovera – è pieno, di cellette ne sono rimaste solo 10, di quelle piene alcune hanno contratti scaduti da 50 anni. Contratti che non abbiamo più neanche noi in Comune, risalgono al periodo precedente al 1947, quando il nostro territorio era sotto il Comune di Gassino, dovremo chiedere a loro. Non c’è stata nessuna progettazione».

E adesso?
«Ora procederemo, secondo l’iter, allo spostamento alle estumulazioni di chi ha un contratto scaduto. Contatteremo le famiglie in questo periodo, passato il termine di 60 giorni, dovrebbero iniziare i primi interventi».

Insomma, una situazione di vera e propria emergenza. Le prime azioni dell’amministrazione riguarderanno il cimitero di Castiglione Alto ma, nei prossimi mesi, si passerà anche al camposanto della parte bassa della città e a quello di Cordova. «Analizzeremo tutto. – conclude il sindaco – Certo, però, non ci aspettavamo uno scenario simile. I controlli andavano fatti. Trenta anni fa gli spazi avanzavano, posso anche capire, ma adesso, con i posti in esaurimento bisognava controllare».

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