Fabio Paratici (Depositphotos)
Cronaca
L’inchiesta della procura di Perugia

Caso Suarez: l’esame di italiano “fu una farsa”. E la “Juve accelerò l’iter”. Indagato Paratici, sospesi i vertici dell’ateneo umbro

Per gli inquirenti, il club bianconero si sarebbe “attivato” per il riconoscimento della cittadinanza italiana al calciatore

L’esame di italiano sostenuto dal calciatore uruguaiano Luis Suarez presso l’Università per Stranieri di Perugia, lo scorso 17 settembre per ottenere il passaporto italiano “fu una farsa”. E’ quanto scrive il procuratore della Repubblica Raffaele Cantone in una nota, dopo aver chiuso l’inchiesta relativa al test sostenuto dall’attaccante dell’Atletico Madrid, inseguito a lungo dalla Juventus, la scorsa estate (Suarez non poteva essere tesserare in quanto extracomunitario) quando ancora militava nel Barcellona.

SOSPESI I VERTICI DELL’ATENEO PERUGINO
Cantone ha disposto le misure cautelari della sospensione per otto mesi, dall’esercizio del pubblico ufficio rispettivamente ricoperto dal Rettore dell’ateneo umbro Giuliana Grego, dal direttore generale della stessa università Simone Olivieri, dalla professoressa Stefania Spina e dal componente della commissione “Celi Immigrati”, Lorenzo Rocca, ipotizzando, nei loro confronti, i reati di rivelazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e plurime falsità ideologiche in atti pubblici.

L’ESAME FU UNA FARSA
“Le indagini – recita la nota diramata dalla Procura – hanno significativamente corroborato il quadro probatorio che già si era delineato in ordine all’organizzazione, da parte degli indagati, nel corso di una sessione istituita ad personam, di un esame “farsa“, che ha consentito il rilascio dell’attestato di conoscenza della lingua italiana del tipo ‘B1’ al noto calciatore uruguaiano Luis Suarez, requisito indispensabile per l’ottenimento della cittadinanza”.

CONTENUTI DELLA PROVA GIA’ NOTI
L’attaccante alla fine, a prescindere dall’esito dell’esame e dal mancato ottenimento della cittadinanza, ha finito per accasarsi all’Atletico Madrid, dal quale poi la Juventus ha, a sua volta, preso Alvaro Morata. In particolare, spiega ancora la Procura, è emerso che i contenuti della prova erano stati preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito ed il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università.

IL RUOLO DELLA JUVENTUS
Ancora, gli accertamenti investigativi hanno inoltre consentito di comprendere come (è sempre la procura a sottolinearlo), nei primi giorni del mese di settembre del 2020, la dirigenza bianconera si fosse attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per “accelerare” il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez, facendo, quindi, ipotizzare nuove ipotesi di reato a carico di soggetti diversi dagli appartenenti all’università, tuttora in corso di approfondimento.

INDAGATO PARATICI
E a tal proposito, con un comunicato pubblicato sul proprio sito, la Juventus ha annunciato che è stata notificata al proprio “uomo mercato” Fabio Paratici un’informazione di garanzia, nell’ambito dell’indagine per l’esame di Suarez. Questo il comunicato del club: “Juventus Football Club conferma che in data odierna è stata notificata a Fabio Paratici un’Informazione di garanzia e sul diritto di difesa. Il reato ipotizzato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia è esclusivamente l’articolo 371 bis c.p. La Società ribadisce con forza la correttezza dell’operato di Paratici e confida che le indagini in corso contribuiranno a chiarire la sua posizione in tempi ragionevoli”.

IL GIP DISPONE LE MISURE
Condividendo le ipotesi accusatorie, il Giudice per le indagini preliminari ha dunque disposto le misure cautelari avendo rilevato “il concreto ed attuale rischio che gli indagati, se non sottoposti ad idonea cautela, ripropongano condotte delittuose analoghe a quelle per le quali si procede, avendo mostrato di considerare l’istituzione di cui fanno parte e che rappresentano alla stregua di una res privata gestibile a proprio piacimento”.

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