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CANAVESE Dati discordanti da Ivrea e Cuorgnè sulle nuove assunzioni ma crollano i contratti più ambiti

IL CASO. Lavoro, la crisi non smette di colpire: il tempo indeterminato è un miraggio

Dati poco incoraggianti sul lavoro nella provincia di Torino. Sono diminuiti dappertutto i contratti non a scadenza

Calano i contratti a tempo indeterminato e le nuove assunzioni nel Canavese. Questo quanto emerge da uno studio sull’occupazione presentato ieri ad Ivrea dall’assessore regionale al Lavoro, Gianna Pentenero sulla base dei dati raccolti presso i centri per l’impiego di Ivrea e
Cuorgnè.

Nei primi nove mesi del 2016 gli avviamenti al lavoro sono cresciuti a Ivrea del 6,3%, passando dai 12.298 del 2015 i 13.067 dell’anno appena concluso. Buona performance
per le donne +4,5% e degli under 25 +33,3%. Calano i contratti a tempo indeterminato (-25%), in parte atteso e ascrivibile al forte incremento del 2015, a seguito delle agevolazioni fiscali dell’anno scorso.

Aumenta l’apprendistato (+33,2%), tornato appetibile e stabilizzato dal punto di vista normativo grazie al nuovo testo unico regionale che disciplina in modo organico la materia.
A Cuorgnè, invece, le assunzioni sono diminuite nei primi nove mesi del 2016 del -9,6% tranne che per gli under 25 +4,6%. Anche in questo caso, analizzando le tipologie contrattuali emerge un aumento del ricorso all’apprendistato (+12,3%), in calo i tempo indeterminato (-30%) e determinato (-5%).

«La situazione descritta – ha spiegato la Pentenero – dimostra come, pur in presenza di diversi segnali incoraggianti, alcune zone del Piemonte, Canavese compreso, continuino a risentire dell’onda lunga della crisi. Mi aspetto che risposte positive possano arrivare dalle nuove misure di politica attiva del lavoro che la Regione sta mettendo in campo, con l’obiettivo di sostenere il processo di ricollocazione dei lavoratori espulsi dal sistema produttivo».

È infatti appena partito il buono servizi lavoro, un provvedimento finanziato complessivamente con 62,8 milioni di euro provenienti dal fondo sociale europeo sul bilancio pluriennale 2016- 2018, che si propone di accompagnare i lavoratori disoccupati o in condizione di particolare svantaggio nella ricerca attiva di occupazione. Un ruolo fondamentale lo svolgeranno proprio i centri periferici per l’impiego: «Il centro per l’impiego si conferma interlocutore privilegiato per lavoratori ed aziende – conclude la responsabile del
centro di Cuorgnè, Armanda Romano – Negli anni sono state sviluppate sul territorio iniziative
di promozione di nuovi servizi alle imprese in ambiti settoriali specifici, che hanno consolidato la presenza e la posizione del centro come snodo fondamentale delle politiche territoriali».

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