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Cronaca
Dal 2008 la sentenza di appello è arrivata ora

IL CASO. La zingara seduttrice che deruba 48 anziani condannata a 2 anni

Avances sessuali anche all’uscita del camposanto poi una volta in casa arraffava soldi e portafogli

Un sorriso intenso, un caldo abbraccio, un bacio sin troppo affettuoso. La domanda di rito, sempre la stessa, buttata lì quasi per caso: “Ti ricordi di me? Sono Claudia, l’amica di tua figlia”. Oppure: “Non ti ricordi di me? Sono Manuela, ero la commessa del panettiere qui vicino”. L’anziano non poteva ricordare, eppure decideva di fidarsi. Due chiacchiere, qualche battuta, le avances sessuali con tanto di palpatina nelle parti intime: “Vuoi fare l’amore con me? Io voglio farlo con te”. Due passi verso casa, ancora qualche battuta, frasi di circostanza: “Mi sei mancato tanto, sono proprio contenta di rivederti”. Sorrisi, ancora abbracci. Poi la vecchia amica usciva di scena, scappava via con la scusa di avere qualcosa di più urgente da fare. E l’anziano scopriva di essere stato raggirato, di non avere più in tasca il portafoglio. E come lui, tanti altri pensionati. Tutti abbindolati dalla stessa giovane donna. Un modus operandi che i carabinieri del comando provinciale di Torino e della compagnia di Mirafiori avevano individuato in almeno 28 casi, diventati poi 48 con il passare del tempo e con il proseguo delle indagini. Anche se il sospetto, rimasto tale anche oggi, è che le vittime fossero molte di più.

Nei guai, all’epoca dei fatti, erano finiti in tre, tutti nomadi sinti: due donne e un uomo. Era l’aprile 2008 e l’operazione condotta dai carabinieri era stata coordinata dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal sostituto Antonio Rinaudo. Nei giorni scorsi, a nove anni di distanza da quell’operazione e a quasi dieci dai fatti, una delle tre donne accusate di furto aggravato è stata condannata, in appello, alla pena di 2 anni di reclusione al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. Ma su questa condanna, inflitta alla 34enne Rosa De Colombi, incombe ormai come una minaccia l’ombra della prescrizione. E prescritti, in effetti, risulterebbero già una decina di episodi, o poco meno.

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