Tabellone delle partenze desolatamente vuoto a Caselle
Cronaca
LA DENUNCIA Politici e imprenditori vogliono di più

«Caselle è in serie B»: danno per l’economia. E a Roma si va in treno

Per far crescere lo scalo servono voli verso il Sud Italia e le isole. Indispensabile anche il collegamento con il centro

Dimenticato, di serie B, “da terzo mondo”. Così tra politici e imprenditori della città viene definito, amaramente, l’aeroporto di Torino Caselle. Un polo in crisi, che rischia di affossare le ambizioni di turismo e di internazionalità della città della Mole.

«Per le compagnie aeree, e in modo particolare per Alitalia, è come se lo scalo di Torino non esistesse» denuncia il capogruppo e parlamentare di Forza Italia, Osvaldo Napoli, raggiunto al telefono proprio mentre è in viaggio da Torino a Roma, in treno. «Nonostante l’emergenza Covid, se ci fosse un volo che collega Torino a Roma, in orari normali, sicuramente sarebbe pieno – spiega l’azzurro Napoli, che sul tema ha presentato anche un’interpellanza al Governo -. Arriviamo all’assurdo che c’è un volo di andata il martedì e di ritorno il mercoledì». Così per andare a Roma il parlamentare è costretto a prendere il treno. «Ci metto quattro ore e 50. Con l’aereo, in 50 minuti sarei arrivato». Mancando il volo del mattino per la capitale, viene meno anche l’interconnessione con il Sud Italia. Ma le difficoltà non riguardano solo i pendolari. Più Caselle arranca e più Torino resta indietro.

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