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L’ANALISI

In casa è tutto un altro Torino. Ora le prove Genoa e Bologna

La squadra di Mazzarri ha collezionato più punti lontana dal pubblico amico

Un Toro a due facce. Da una parte, quella triste e rassegnata dello scorso 21 dicembre, quando la Spal espugnò l’Olimpico Grande Torino inasprendo ancor di più una contestazione già feroce; dall’altra, la prima del 2020, felice e orgogliosa di chi ha compiuto l’impresa di riconquistare l’Olimpico giallorosso 13 anni dopo l’ultima volta in Serie A (era accaduto anche a dicembre 2017, ma si trattava di Coppa Italia). «A volta si spegne la luce, è difficile spiegarne il perché» ha ammesso Walter Mazzarri. Ed è un Toro che, troppo spesso, questa luce l’ha spenta davanti ai suoi tifosi: il confronto tra rendimento casalingo e rendimento esterno è impietoso.

CASA E TRASFERTA

Se non è una sindrome da stadio Olimpico Grande Torino, poco ci manca. Ma è una malattia recente, come testimoniano i numeri: di fatto, non cambia un granché tra il Toro che si vede in casa e quello che si vede fuori, dal momento che dei ventiquattro punti complessivi raccolti fin qui ne sono arrivati undici tra le mura amiche e tredici in trasferta. Negli ultimi due mesi, però, il calo casalingo è stato netto e preoccupante, così come invece sono arrivati risultati esterni importanti, come quello di Roma domenica scorsa. Dal derby ad oggi, quindi dal 2 novembre alla prima uscita del 2020, Belotti e compagni hanno alternato equamente casa-trasferta: quattro partite allo stadio Olimpico “Grande Torino”, quattro gare fuori. Appena tre i punti conquistati davanti ai propri tifosi (contro la Fiorentina), ben dieci quelli in trasferta. È vero, il calendario casalingo ha offerto le partita contro le due capoliste Juventus e Inter nel giro di due settimane, ma il crollo avuto contro il fanalino di coda Spal ha evidenziato tutti i problemi dei granata davanti al pubblico amico. Ed è tutto un altro Toro in trasferta: straripante il successo di Brescia, fondamentale quello a Genova contro il Grifone, per 70 minuti una delle migliori prestazioni della stagione a Verona, esaltante lo 0-2 di pochi giorni fa all’Olimpico. I numeri parlano chiaro, ora c’è da voltare pagina anche in casa: il calendario, da questo punto di vista, offre una mano.

CAMBIARE MARCIA

Non esistono partite semplici o scontate, lo ribadisce sempre Mazzarri e lo confermano i risultati del campionato, ma nel giro di quattro giorni il “Grande Torino” può tornare a essere un fortino. I granata sono chiamati al doppio esame contro due rossoblù: giovedì il Genoa per la Coppa Italia, domenica il Bologna per l’ultima giornata di andata. Due formazioni nettamente alla portata di Belotti e compagni, che ora puntano a riconquistare i propri tifosi. Dai social sono arrivati i complimenti per il bel successo ottenuto a Roma, ma è al “Grande Torino” che la piazza si aspetta un cambio di passo. Ottenere il pass per i quarti di finale di coppa e chiudere al giro di boa a 27 punti: non sarebbe per nulla male, considerando anche il fatto che per lunghi tratti della stagione si è parlato di un Toro in crisi. Ora due prove del nove davanti al proprio pubblico per dimostrare il contrario.

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