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Cronaca
CARIGNANO

Casa sventrata dall’esplosione: «Verifiche su tutti gli impianti»

Gli accertamenti del Comune, mentre le famiglie rimangono sfollate

La facciata sventrata della palazzina di Braida 10, a Carignano, sembra una bocca spalancata sul vuoto nella quale, in queste ore, si sussegue il via vai dei tecnici del gas. Si cerca di capire quando e come potranno rientrare a casa le famiglie evacuate nella mattinata di domenica, dopo la tremenda esplosione che ha cancellato la parete esterna dell’appartamento al primo piano di Enrico Gonella, 82 anni.

Si valuta l’agibilità delle strutture e si prosegue con le verifiche sulla stabilità ma i tempi sono prematuri per capire quando si potrà rientrare negli appartamenti. Intanto il sindaco carignanese Giorgio Albertino – presente durante le operazioni di soccorso – ha aperto il Coc, il Centro operativo comunale, per capire come gestire l’emergenza insieme a Protezione civile, servizi sociali e forze dell’ordine.

Nella palazzina di via Braida vivevano 16 famiglie, 28 persone in tutto. Di queste, la maggior parte ha trovato rifugio da parenti e amici. Una decina sono state trasferite in strutture di proprietà comunale, tra cui due piccoli alloggi destinati a due famiglie con bambini.

«Oltre alla stabilità sismica dell’edificio, bisognerà verificare tutte le altre utenze – spiega Albertino -. Quindi gas, acqua, luce e così via: non sarà dato il via libera fino a quando non saremo sicuri che la parte impiantistica sia in sicurezza. Una situazione non semplice: si tratta di una casa degli anni ‘60, la normativa è molto cambiata».

Quel che è sicuro è che per il momento la palazzina non è agibile e che gli inquilini potranno entrarvi solo per recuperare abiti e oggetti di prima necessità. A causare l’esplosione che ha provocato cinque feriti, tra cui lo stesso Gonella, sarebbe stato un malfunzionamento di un tubo “artigianale” che collegava la bombola a gas posta sul balcone dell’appartamento all’interno della cucina.

Il tubo avrebbe “scaricato” la bombola saturando gli ambienti interni e provocando lo scoppio. Per un problema di passaggi delle tubature, la palazzina sarebbe infatti collegata al gas per il riscaldamento ma non per le cucine, nelle quali si usano ancora le bombole a gas.

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