Casa del Sole
Cronaca
FAVRIA

Casa del Sole, inchiesta chiusa: a giudizio l’ex sindaco e altri 18

Al centro delle indagini il passaggio della casa di riposo dai vecchi ai nuovi gestori

La Procura di Ivrea ha chiuso la maxi inchiesta sulla Casa del Sole di Favria e sul faccendiere Pasquale Motta e chiesto il rinvio a giudizio per 19 persone tra le quali Motta, l’ex sindaco di Favria Giorgio Cortese e il responsabile dell’ufficio tecnico Livio Mattioda del Comune di Favria.

L’inchiesta ruota sostanzialmente attorno alla vicenda della Casa del Sole (che oggi si chiama Villa Nizzia ed è gestita da una società estranea a queste vicende), una struttura per anziani di Favria. Secondo le accuse, nel 2010 il Comune decise di estromettere l’azienda che la gestiva, la Mgl Gest, per darla in gestione alla Eurocoop Service del Motta. Fu un momento molto travagliato, con proteste, scioperi, amministratori che si incatenarono e interventi dei carabinieri. Attorno a questa vicenda però si muoveva un sistema messo in piedi da Motta fatto di svariate società, anche fittizie, e “teste di legno” cioè persone che si prestavano ad amministrare queste società per conto del Motta. I reati contestati vanno dal falso in atto pubblico per Cortese e Mattioda, al riciclaggio, peculato, appropriazione indebita, cessione fraudolenta di valori (tantissimi assegni) a vario titolo per gli altri soggetti coinvolti.

Il giro di affari messo in piedi da Motta era nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Il giudice Fabio Rabagliati del Tribunale di Ivrea ha fissato la prima udienza preliminare al 13 settembre 2021 presso l’aula magna del liceo Gramsci per motivi di spazio date le tante persone coinvolte. Recentemente Motta (attualmente detenuto ai domiciliari in un paese in provincia di Cosenza) è stato condannato a cinque anni con rito abbreviato per le stesse vicende nel corso delle indagini relative al riciclaggio di denaro per conto della ‘ndrangheta proprio nella gestione della stessa Casa del Sole.

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