Carta d'identità senza prenotazione: Anagrafe centrale in tilt (foto di repertorio).
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IL FATTO

Carta d’identità senza prenotazione: Anagrafe centrale in tilt. Primo giorno con disagi per il debutto dell’accesso libero

All’apertura degli sportelli il sistema informatico si è bloccato. Il problema tecnico è stato risolto nel giro di un’ora e mezza. Ricca (Lega): “Appendino risolva problema o vada a casa”

Non c’è pace per l’Anagrafe centrale. Questa mattina, a Torino, si sono registrate lunghe code e non pochi disagi negli spazi dell’ufficio comunale. Il tutto proprio nel giorno del debutto dell’accesso libero (senza cioè prenotazione) per le carte d’identità, adottato dal Comune proprio per evitare le lunghissime liste d’attesa causate dalle prenotazioni on-line (che comunque non sono state abolite).

IL SISTEMA VA IN TILT
All’apertura degli sportelli il sistema informatico gestito dal CSI, come si legge sui cartelli affissi agli ingressi dei corridoi, è andato in tilt. “Il servizio è temporaneamente sospeso per cause tecniche. La chiamata agli sportelli riprenderà appena possibile, ci scusiamo per il disagio” vi si poteva leggere. Il problema tecnico è stato comunque risolto nel giro di un’ora e mezza. E alle 9,30 il servizio è ripreso.

RICCA (LEGA) ALL’ATTACCO
O Appendino risolve o deve andare a casa. I servizi base non sono sindacabili”, ha attaccato Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in Consiglio comunale di Torino. L’esponente del Carroccio ha parlato di “un caos infinito che questa amministrazione non vuole risolvere, figlio delle colpe di un ex assessore diventato ministro senza essersi dimostrata nemmeno capace di garantire un servizio base ai torinesi”.

“TORINESI ESASPERATI”
Per Ricca “anche l’accesso libero previsto per oggi è diventato un incubo per i cittadini e questa volta qualcuno deve rendere conto alla collettività di questa incapacità di gestione”. “Questa Giunta – ha concluso – dimostra di essere arrivata al capolinea. Appendino dica qualcosa e spieghi se pensa di essere capace di guidare la città. I torinesi sono esasperati”.

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