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Cronaca
Ivrea

Carnevale, addio a 2 milioni: «Decisione insopportabile»

Danno economico e di immagine e il generale attacca: «Perso un anno e mezzo»

L’addio al Carnevale costerà alla città di Ivrea oltre due milione di euro complessivi. E infatti non a caso, tra i molti che non si danno pace per questa sofferta scelta c’è il primo cittadino, Stefano Sertoli: «Abbiamo fatto una lunga riunione con il consiglio di amministrazione della Fondazione, le Componenti e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione del Carnevale e della Battaglia, la decisione seppur difficile è stata unanime. Alla luce dei dati attuali della pandemia e di quelli che sono immaginabili nell’immediato futuro non ci sono le condizioni perché si svolga. Nella nostra città sono impegnati solo come partecipanti ben 13mila persone alle quali vanno aggiunte le decine di migliaia di spettatori: come sarebbe stato possibile dimezzare se non ridurre ad un terzo partecipanti e pubblico preservandone lo spirito? Ad onore del vero voglio dire che la Regione ci aveva offerto la sua più ampia collaborazione per organizzare, ma non c’erano proprio le condizioni. Non demordiamo, comunque, e siamo alla ricerca di soluzioni alternative perché Ivrea non si può permettere di rimanere a lungo senza il Carnevale anche per l’impatto economico ed emotivo che ha sulle attività e i cittadini».

Il conto dei danni è abbastanza facile, in quanto nel 2014 la Fondazione Fitzcarraldo aveva realizzato un’indagine, presentata in camera di Commercio, sugli impatti economici del Carnevale, fissandoli a quota 2,2 milioni di euro. Frutto di 130mila presenze nelle nove giornate dell’edizione di quell’anno, con 6mila iscritti alla Battaglia e 6mila quintali di arance lanciate.

Amareggiato è anche il Generale dell’edizione 2019 del Carnevale (attualmente in carica), Vincenzo Ceratti, uno dei due personaggi chiave della kermesse insieme alla Mugnaia: «Il mio cuore è scuro alla notizia della rinuncia, lo dico da arancere, da furiere, da aiutante da campo e da Generale, da eporediese che vive pienamente il Carnevale e la Battaglia con tutti i suoi valori. La città non può sopportare un altro anno senza il Carnevale, creerà uno scollamento generazionale difficile da rinsaldare. Senza dimenticare, ovviamente, il danno economico e di immagine. Io, però, devo dire che il Carnevale va governato dalla politica locale, avevamo proposto il progetto Binaghi (Roberto Binaghi, manager milanese, proposto come presidente della Fondazione al quale è stato preferito Pietro Gillardi ndr) per rendere internazionale e sostenibile economicamente il Carnevale e la Battaglia e fargli fare quel salto di qualità che da anni si attende ma hanno perso un anno e mezzo senza fare nulla ed ora, in pochi giorni, si mettono a parlare di come organizzarlo e decidono di non farlo. E senza valutare che a fine febbraio le condizioni della pandemia potrebbero essere migliori rispetto ad oggi».

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