Checco Zalone in una scena del film di cui è anche regista
Spettacolo
LA SFIDA DI CHECCO

A Capodanno? Si brinda con Zalone

Dal Lux all’Uci dove “Tolo Tolo” sarà proiettato 5 minuti dopo la mezzanotte

Il Capodanno alternativo, alle piazze, ai teatri, alle piste da ballo, quest’anno porta il nome di “Tolo Tolo”. Checco Zalone, alias Luca Medici, ha scelto la notte di San Silvestro per cercare di sfidare se stesso con l’uscita nelle sale italiane del suo film più importante, il primo da regista, il primo in seguito al record di “Quo vado?” che nel 2016 incassò la bellezza di 65,3 milioni di euro, avvicinandosi ai 65,7 di “Avatar”. Anticipato dalla canzoncina il cui ritornello (“immigrato”) è già un tormentone, la pellicola, distribuita da Medusa e prodotta dalla Taodue Film di Pietro Valsecchi, sarà nelle sale da domani con una primissima proiezione alle 00,05, proprio durante i festeggiamenti per la nascita del 2020. E l’attesa cresce, per Checco Zalone, in primis, che durante l’anteprima alla stampa non ha celato la sua ansia, e per il pubblico, desideroso finalmente di godersi uno dei film più attesi dell’anno e a prova di polemica.

Come ogni evento che si rispetti, infatti, “Tolo Tolo” è stato anticipato da diverse critiche legate al tema dell’immigrazione affrontata da Zalone, secondo i diversi pareri, in maniera “anti salviniana”, “strizzando l’occhio alla sinistra”, ma tornando spesso sul fascismo (“Tutti lo abbiamo dentro come la candida”, dice a un certo punto il protagonista Checco approdato in Africa). «No, no scrivete queste cose – ha prontamente spiegato Zalone – se no rischiate di non fare venire tutti a vedere il mio film. In “Tolo Tolo” non ci sono buoni o cattivi, è questo deve essere chiaro». «Non avrei speso venti milioni di euro per un film contro Salvini», ha poi prontamente spiegato Valsecchi ribadendo il concetto già espresso dal regista. Un messaggio che, in barba all’inchiostro, sarà finalmente chiaro al pubblico a partire da questa notte. Da quando in circa 1200 schermi italiani prenderà il via l’avventura di Checco che, non compreso da madre patria, troverà accoglienza in Africa. Ma una guerra lo costringerà a far ritorno percorrendo la tortuosa rotta dei migranti. Lui, Tolo Tolo, granello di sale in un mondo di cacao.

Quale incipit migliore per colui il quale ha saputo fare dell’uomo medio un antieroe dai risvolti umani, un divo inconsapevole dei buoni sentimenti, così buoni da riuscire a invertire le regole dei giochi, anche di quelli più brutti.

Chissà che Zalone non ci riesca anche questa volta affrontando il complicato tema dell’immigrazione. Lo scopriranno in tanti questi sera nei vari cinema torinesi dato che, stando agli elementi raccolti, le prevendite stanno andando a ruba. «Guarda “Tolo Tolo” prima degli altri», recita il claim del cinema Lux in Galleria San Federico, l’unico nel centro di Torino che inizierà la proiezione a partire da 5 minuti dopo la mezzanotte insieme con il Greenwich di via Po. Da qui si passa quindi al circuito The Space, sia a Beinasco che in piazza Massaua, e agli Uci Cinemas del Lingotto e di Moncalieri. In provincia si segnala la Multisala Lumiere di Pianezza. E da domattina tutti gli altri.

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