Buon anno (foto Depositphotos)
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Capodanni di riserva

Chi tra voi ha dovuto rinunciare al veglione di capodanno per il Covid, ha almeno festeggiato l’altro ieri quello veneto? Il calendario della Repubblica di Venezia (rimasto in uso anche dopo l’introduzione nel 1582 del calendario gregoriano) seguendo l’uso imperiale romano fa iniziare l’anno il 1° marzo. D’altra parte, perché chiamare settembre il nono mese dell’anno? E dicembre l’ultimo, anziché dodicembre? Rimettendo il calendario avanti di due mesi tutto torna a posto. Se l’anno comincia il primo marzo, settembre è il settimo mese, ottobre l’ottavo, eccetera. Questo capodanno si festeggia ancora in alcune località venete con falò (brusa marzo), s-ciòchi col carburo (botti) e cortei di bimbi che battono pentole e coperchi per cacciare febbraio (fòra febraro). Se vi siete perso anche questo, siete ancora in tempo per quelli toscani. Nel calendario veneto c’è ancora l’influsso pagano della natura-guida e dell’anno che sboccia col suo risveglio. In quelli toscani la correzione è squisitamente cristiana. Firenze e Pisa contarono i mesi di gravidanza della Madonna e fecero iniziare l’anno il 25 marzo, giorno dell’annunciazione, cioè del concepimento di Cristo. In quella data si celebra ancora oggi in quelle due città l’anno nuovo con messe solenni, feste e concerti. Come capodanni siete serviti. Resterebbe quello cinese, ma è un casino: dura più giorni e non è fisso, ma coincide con la prima luna nuova dopo l’entrata del Sole in Acquario. Per ciò cade tra il 21 gennaio e il 19 febbraio del calendario gregoriano. Quest’anno (della tigre) era il 1° febbraio. L’anno prossimo sarà il 22 gennaio, e inizierà l’anno del coniglio. Segnatevelo per fare gli auguri ai cinesi juventini.

collino@cronacaqui.it

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