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ADDII AMARI

Capitano, mio capitano: la Juve saluta Dybala. Toro-Belotti: il silenzio

Le bandiere vengono ammainate, ai capitani viene riservato l’onore delle armi, ma non sempre. E qualche volta, dietro le belle parole, c’è un filo di quella buona ipocrisia del «lasciamoci bene», «rimaniamo amici» e via dicendo. Paulo Dybala e Andrea Belotti, da ragazzini di belle speranze a capitani (ok, Dybala in realtà era il vice ma con i tanti infortuni di Chiellini l’ha portata certo di più lui la fascia e che ci tenesse si vedeva), accomunati anche da un addio diverso da quello che ci si era figurati.

Ultimo giorno di contratto, per entrambi, e la Juventus saluta Dybala con una lettera aperta pubblicata sui canali ufficiali web e social. «È arrivato che era una giovane e talentuosa promessa, e ora saluta la Juve portando con sé bagaglio di esperienze che lo hanno reso il campione che è; la carriera di Paulo Dybala continuerà infatti lontano da Torino», come se i tifosi non lo ricordassero… Più interessante leggere, nella medesima lettera, i numeri della Joya: 293 presenze, 115 gol, 45 assist e ben 12 titoli vinti, oltre ad un record che appartiene all’argentino: «Dybala è il giocatore che ha segnato più volte (68) all’Allianz Stadium, considerando tutte le competizioni ed è il bianconero che ha segnato più gol da fuori area (25) in Serie A». «Buona fortuna, anzi, suerte, Joya!» il saluto finale della Juve al suo ex numero 10, come a nascondere l’evidenza che, a un certo punto, Dybala non faceva parte di un progetto (?) per il futuro immediato, al di là delle sue richieste economiche da Top Player non sostenute da una stagione all’altezza.

In casa granata, invece, quella di ieri è stata l’ennesima giornata dei grandi silenzi: nessun saluto particolare ad Andrea Belotti, il numero 9, il capitano, l’unico ad avvicinarsi al record di Paolino Pulici di tre anni di fila in doppia cifra con le realizzazioni (sì, ma otto reti in un campionato flagellato dagli infortuni non sono male comunque) e, cosa che non guasta, l’unico granata che possa dire di essere campione internazionale, grazie all’Europeo.

Belotti ancora non ha detto quale sarà il suo futuro. Il contratto è scaduto, va bene, ma in teoria nulla vieta di firmarne un altro, anche se quasi certamente l’affare con il Monaco (o il Monza) è già concluso e magari Juric, non noto per il tatto, potrebbe non avere apprezzato molto il silenzio prolungato del suo centravanti… E Cairo? Chissà: quando gli aveva appioppato la famosa clausola da 100 milioni era sinceramente convinto che sarebbe arrivato a valerli, poi ha cominciato a pensare che, se Andrea voleva andarsene, anche una cifra inferiore poteva andare bene. Non è stato così. Certo, anche per lui, il finale del film non era quello che avrebbe meritato la trama…

“Capitano, mio capitano” recitava la poesia di Walt Whitman, bella e intensa, grande omaggio: ma in quel caso il capitano stava steso sul ponte della nave, defunto, facile rendere omaggio così. E alla fin fine, “L’attimo fuggente” era un gran bel film, ma per l’appunto un film.

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