fila vaccino covid gn
Salute
Terze dosi “mischiate” ai ritardatari della prima

Caos al centro vaccini: lunghe code al freddo e si aspetta anche 3 ore

Grossi disagi il primo giorno con gli accessi rivoluzionati. Al Lingotto monta la rabbia: «Disorganizzazione totale»

Anziani e gente di mezza età in attesa della terza dose. Ma anche persone col Green Pass in scadenza, con l’obbligo vaccinale o chi doveva fare la prima inoculazione. Tutti ammassati all’hub del Lingotto, senza cordoni per regolare la fila né indicazioni. E qualcuno è stato in coda anche tre ore. E’ andata così la prima giornata con le nuove modalità di accesso ai vaccini decise dalla Regione.

Lorenzo, che aveva l’appuntamento alle 12.05, è uscito alle 15 e si è lamentato platealmente con i responsabili del centro: «Hanno mischiato tutti. Prenotati e non prenotati. Hanno fatto passare davanti a chi aspettava la terza dose gente che doveva ancora fare la prima. Questo non è giusto. E poi – prosegue – non c’erano informazioni e siamo stati fermi mezz’ora perché i medici sono andati a pranzo». Come lui, tanti altri si sono sorbiti l’attesa infinita. Questo perché da ieri la Regione ha rivoluzionato tutto, garantendo l’accesso senza prenotazione a personale di sanità, scuola, forze dell’ordine e soccorsi, più quelli col Green Pass in scadenza entro 72 ore e i “ritardatari” della prima dose. Gli altri, invece, avevano ancora la convocazione via sms. Risultato, il punto vaccini è stato preso d’assalto. «Non pensavo a una coda del genere. Mi sono assentato dal lavoro per essere qui – dice Carlo – e mi spiace per i volontari che si prendono gli insulti. Servirebbero più medici». I volontari della Protezione civile, intanto, fanno passare solo dieci persone alla volta nel tendone. Fuori il freddo è pungente, e i pazienti battono i piedi e si sfregano le mani. «Se non ci prendiamo il Covid torniamo comunque a casa con la febbre», lamentano.

Arriva una donna, va all’accesso e dice: «Sono un’insegnante, non prenotata». «Torni domani», la risposta. Sì perché, ad un certo punto, i vaccini a disposizione per i non prenotati sono finiti, come spiega la responsabile dell’hub: «Abbiamo bloccato gli accessi diretti dopo 300 persone, ce ne siamo viste arrivare 1200. Se non facevamo così non riuscivamo a vaccinare i prenotati in tempo utile. Abbiamo solo dieci box e sono pochi». Forse, conveniva tenere aperto qualche hub in più. «Ho fatto la seconda dose a maggio alla Reale Mutua, senza problemi – ricorda Anna -. Qui vedo solo disorganizzazione». La coda, intanto, assume una forma a L e invade tutto il piazzale. E la gente continua a lamentarsi: «Qui fuori fa freddo». «Devo andare a prendere mio nipote all’asilo alle 16 – dice una signora -, sono arrivata alle 13. Aspetto da due ore». Ma a quanto pare, il caos c’era già da giorni: «Domenica mia sorella ha fatto tre ore di coda – rivela Barbara -. Ma la colpa è anche di chi non si informa». E allora, ecco servito il serpentone infinito all’hub. Sul caso è intervenuto il consigliere regionale Silvio Magliano: «Chiederemo conto di questa situazione in Consiglio – afferma -, non è possibile che un hub vaccinale diventi una bolgia dantesca».

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo