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Cronaca
IL CASO

Cantieri selvaggi, le autostrade in tilt: «Così mettiamo a rischio l’economia»

Mino Giachino: «Inaccettabile che tra Piemonte e Liguria siano aperte soltanto sei corsie su 14»

«La Torino-Savona ha 4 corsie, come la A7. La Voltri ne ha sei, tre in un senso e tre in un altro. Ma sapete quante sono aperte oggi? Sei su quattordici. E questo è inaccettabile». Per capire cosa ci sia dietro a un viaggio da incubo come quello toccato a migliaia di torinesi rimasti imbottigliati per ore lungo le autostrade tra Piemonte e Liguria, servono la conoscenza e la competenza di uno come Mino Giachino. E per capire l’enormità della questione non bisogna limitarsi alle immagini delle auto incolonnate, dei cantieri aperti e delle gallerie chiuse. «Perché bloccare i collegamenti della Liguria significa bloccare una fetta importantissima della nostra economia», afferma convinto Giachino. Che poi spiega: «Attraverso i porti, che veicolano il 60% di quell’export che negli ultimi dieci anni ha permesso all’Italia di non affondare, passa la maggior parte della ricchezza del Paese». E questo vale per Savona, e ancor più per Genova. «Che tra dipendenti diretti e indiretti dà lavoro a 120mila persone, 55mila in Liguria, 20mila in Lombardia, 17mila in Piemonte». E allora, «chiudere di fatto il porto di Genova, bloccando la circolazione sulle autostrade, significa mettere a serio rischio quei posti, con tutti i contributi di quei lavoratori che servono a pagare le pensioni per gli anziani».

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