SIMO VELUDO
Musica
SIMO VELUDO

«Cantavo per strada senza soldi e adesso ho vinto Castrocaro»

Il giovane musicista di Moncalieri ha trionfato allo storico concorso

Il successo non è mai annunciato quando si nasce in una famiglia numerosa di un quartiere popolare di Torino, dove i genitori faticano ad arrivare a fine mese. Tanto amore e passione, però, possono spingere oltre gli ostacoli di un mondo difficile e irraggiungibile come quello della musica se si hanno le qualità giuste e, soprattutto, se non si demorde. È così che Simone Veludo, in arte Simo, 26enne di Moncalieri, ha vinto il Festival di Castrocaro Terme 2021 la cui finalissima è andata in onda martedì su Raidue. A condurre la rassegna romagnola, una delle più importanti in Italia, Paola Perego, in giuria, Ermal Meta, Margherita Vicario, Boosta dei Subsonica e Noemi. Dopo diverse performance, Simo ha poi avuto la meglio con il suo brano “Mutande”. Per lui adesso ci sarà Sanremo Giovani e la speranza di bissare il successo dei suoi predecessori, nomi quali Nek, Zucchero, Luca Barbarossa, Giuni Russo.

Come si sente oggi?
«Sto ancora festeggiando, anzi, rifesteggiando, perché martedì la puntata è andata in onda registrata. L’ho guardata con la mia famiglia che vive in piazza Bengasi, con mia mamma, mio papà, i miei due fratelli e la mia sorellina di tre anni. Solo la mia fidanzata sapeva della mia vittoria dato che era con me a Castrocaro, per il resto è stata un’emozione grandissima per loro. La mia carriera non è stata molto facile».

Ci spieghi…
«Ho fatto un sacco di gavetta, non ho mai avuto denaro. Mio papà fa il muratore, mia mamma la badante, come avrei potuto chiedere loro soldi per la musica. Io sono completamente autodidatta. Anche dopo il diploma al Liceo Scientifico ho rinunciato all’Università e mi sono messo a lavorare in un call center. Solo così mi sono pagato la musica».

Nessuna scuola di musica o lezioni private, quindi?
«Esatto, ho iniziato a suonare in una band, poi ho sentito l’esigenza di suonare da solo, mi esibivo per strada, in via Lagrange e via Roma, soprattutto. Nel 2020 sono arrivato alle Audizioni di “XFactor” ma poi finì lì, non ho demorso e sono arrivato a Castrocaro».

Cosa ha fatto la differenza?
«Tutti e otto avevamo un punto di forza, per quanto mi riguarda credo che abbia trionfato l’originalità».

Cos’ha pensato prima della finalissima?
«Ho avuto paura, ho pensato che fosse un’occasione troppo grossa per lasciarsela sfuggire, avevo un solo colpo da sparare ed è andata bene».

Adesso cosa accadrà?
«Sarò tra i 60 finalisti di Sanremo Giovani, penso solo a questo».

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