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Cronaca
Il comandante De Santis: “Norme poco efficaci”. Il pm Padalino: “Meglio legalizzarla”

L’INCONTRO. Bandiera bianca per la cannabis: “I pusher più avanti della legge”

Colpa delle norme. Che secondo il sostituto procuratore Andrea Padalino hanno portato a un “fallimento totale”

Pusher liberi dopo 24 ore. Magistrati, poliziotti e carabinieri che, sempre più spesso, si sentono ingranaggi di un sistema che non funziona e, anziché costituire un freno allo spaccio, sembra garantire l’impunità alla manovalanza che inonda di droga le strade. Colpa delle norme. Che secondo il sostituto procuratore Andrea Padalino hanno portato a un “fallimento totale”. Ma anche “merito” di quei pusher che secondo il colonnello Emanuele De Santis, comandante provinciale dei carabinieri a Torino, “hanno imparato ad adottare tecniche operative efficaci” per evitare il carcere. Padalino e De Santis sono intervenuti con il giudice Andrea Natale, gli avvocati Antonio Genovese e Domenico Peila, in un incontro di aggiornamento professionale per avvocati organizzato dal Consiglio dell’ordine delle toghe subalpine.

“Mia figlia esce la sera e vede queste situazioni – ha spiegato De Santis – Quando torna a casa mi chiede che cosa facciamo per rimediare. I pusher lavorano in gruppi, si dividono i compiti, non tengono addosso grandi quantità di droga, a volte consegnano a domicilio. Non sempre possiamo dimostrare l’esistenza di un vincolo associativo fra di loro, e il possesso di una lieve quantità di stupefacente spesso porta alla scarcerazione”.

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