Una scena dello spettacolo portato a teatro dalla compagnia del Teatro dell’Elfo
Spettacolo
FONDERIE LIMONE

Il cane ucciso a mezzanotte: un giallo tra autismo e verità

Non sopporta di essere toccato, non sopporta il giallo e il marrone, non comprende i modi di dire, ma ha moltissima famigliarità con la matematica, conosce tutti i numeri primi fino a 7.507, ha eccezionali doti logiche e ha la volontà, a dispetto dei limiti impostigli dalla sua malattia, di prendersi in mano la vita e di scegliersi il futuro: iscriversi all’università e diventare scienziato.

La storia di Christopher John Francis Boone, un ragazzo di 15 anni affetto dalla sindrome di Asperger, narrata nel famosissimo romanzo di Mark Heddon, diventato un caso editoriale, tradotto in 20 lingue e per molto tempo in testa alle classifiche dei libri più venduti, sarà raccontata anche a teatro, alle Fonderie Limone di Moncalieri, nello spettacolo diretto da Ferdinando Bruni e Elio De Capitani. “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, prima versione italiana della pluripremiata commedia di Simon Stephens – sette Laurence Olivier Awards conquistati a Londra e quattro Tony Awards al debutto newyorkese – va in scena questa sera a partire dalle 20,45 (in replica fino al 27 gennaio) nel teatro di Moncalieri dopo la prima nazionale del dicembre scorso al Teatro Elfo Puccini di Milano. La pièce è, infatti, coprodotta dal Teatro Stabile di Torino e dal Teatro dell’Elfo.

Un giallo avvincente, quello che vede Christopher, qui interpretato da Daniele Fedeli, seguire le orme del suo idolo Sherlock Holmes e indagare sulla morte del cane dei vicini, Wellington. Un’indagine che lo porterà alla scoperta di altre sconvolgenti verità riguardanti la propria famiglia, la madre in primis. Ma un giallo che indaga anche sulla malattia, sulla sindrome autistica trattata, però, senza cadere nel patetismo e senza la retorica del disagio. «Ad avere convinto i registi a portare sui nostri palcoscenici “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” -dicono dalla compagnia – è la qualità della scrittura drammaturgica, il suo ritmo, la polifonia dei personaggi e la definizione e lo scavo dei ruoli principali». Oltre che all’interpretazione degli attori, la narrazione è affidata ai disegni di Ferdinando Bruni, ai video di Francesco Frongia, alle musiche originali di Theo Teardo e alle scenografia di Andrea Taddei, dominata dal bianco e caratterizzata dall’assenza di colore, tranne che per la felpa rossa indossata dal protagonista. «Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani – è ancora la compagnia – hanno costruito uno spettacolo capace di far dialogare i linguaggi della scena e gli artisti».

Sul palco con Fedeli anche Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Alice Redini, Debora Zuin, Nicola Stravalaci, Davide Lorino, Marco Bonadei, Alessandro Mor.

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