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Buonanotte

Cancro da apericena

Avremo i telefonini con le scritte allarmistiche, come i pacchetti di sigarette? “Il cellulare vi lessa il cervello… vi fa diventare sordi… vi fotte la tiroide… vi fa diventare impotenti…” Sembrerebbe assurdo, eppure il Tar del Lazio ha appena ordinato a tre ministeri di fare entro sei mesi una campagna informativa sulla pericolosità dei cellulari. Dato che il telefonino ormai l’abbiamo tutti, cerco lumi su Internet, ma è inutile. Ci sono un sacco di enti internazionali che affrontano il problema con esiti antitetici. La Iarc (Oms) cataloga le onde dei cellulari nella categoria 2b. Le categorie sono quattro. La 1 comprende i cancerogeni riconosciuti, come il fumo e l’alcol. La 2 è divisa in 2a (cancerogeni probabili) e 2b (possibili). La 3 riguarda le sostanze non ancora studiate. La 4 quelle innocenti. Dunque, i cellulari sono in 2b. Allarme? Beh… dipende. Se vi piace allarmarvi, sappiate che nella cat. 1, oltre ai citati caffè e alcol, ci sono anche i salami, i prosciutti crudi e le bresaole. La carne rossa, invece, sta in 2a, ma se la cuocete al barbecue passa alla 1. Ci passano anche i toast e le verdure grigliate, perché ad essere cancerogene sono le ammine eterocicliche contenute nella parte marron, carbonizzata, dalla brace. A tener compagnia ai telefonini, in classe 2b c’è nientemeno che il caffè, che contiene acrilammide. La sensazione, leggendo, è che sulla genesi del cancro (di cui esistono decine di tipi diversi) si brancoli ancora nel buio. I tempi d’esposizione, la costituzione dell’esposto, l’associazione con altre sostanze, le temperature, eccetera, fanno variare i risultati, e alla fine resta solo la paura. Ma anche lo stress da paura è cancerogeno. Forse più del salame.

collino@cronacaqui.it

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