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Salute
IL FATTO Il Covid ha ostacolato esami e analisi preventive

Cancro, 16mila ricoveri saltati a causa del virus con diagnosi dimezzate

Lo “screening” si è ridotto in media del 44% in Piemonte L’attività oncologica è calata in particolare tra 60 e 79 anni

Una diagnosi di cancro su due in meno. E oltre 16mila ricoveri rimandati o mai avvenuti. Come una “roulette russa” sulla prevenzione della malattia, per cui chiunque abbia temuto o rischiato di vedersi diagnosticato un cancro, all’incirca nel 44% dei casi, lo saprà in ritardo. O forse mai. Sono gli effetti collaterali del Covid sulla sanità pubblica, quelli su cui ha impattato con maggiore forza la sospensione delle attività ordinarie negli ospedali per affrontare la pandemia. Se il 2020 è stato l’anno orribile, il 2021 ha visto una parziale ripresa dell’attività diagnostica precoce secondo le cifre snocciolate, ieri, dall’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte in occasione del “World Cancer Day”. Troppo poco per tirare il fiato.

«I tumori, purtroppo, rappresentano ancora la seconda causa di morte per la nostra popolazione» ha ricordato l’assessore Luigi Icardi, «L’impatto della pandemia sui programmi di cura oncologici è stato forte soprattutto nella prima ondata, in quella attuale l’attività chirurgica, medica e radioterapica ha reagito meglio e ora stiamo assistendo a una progressiva normalizzazione – ha aggiunto Icardi -. In entrambe le ondate siamo comunque riusciti a mantenere le attività di assistenza domiciliare».

«La la prima ondata è stata caratterizzata dal blocco temporaneo dei programmi di “screening”, con significative riduzioni dell’attività complessiva, ma lo scorso anno le mammografie di screening per il carcinoma della mammella hanno raggiunto livelli precedenti al Covid, con 10mila esami in più rispetto al 2019 e 2mila in più a confronto con il 2018, per un totale di 186.770. Ma non basta, perché l’attività di monitoraggio si è ridotta in media del 49% per la cervice uterina, del 23% per il carcinoma mammario e fino al 60% per il carcinoma del colon retto. Questo nei due anni di pandemia, ma attualmente la tendenza sarebbe in ripresa nonostante le inevitabili limitazioni imposte in emergenza a ospedali e ambulatori.

L’occasione del World Cancer Day è stata anche quella di presentare la nuova Rete Oncologica del Piemonte formata da Massimo Aglietta, che coordina il Comitato Scientifico, Mario Airoldi per l’area ospedaliera e il Molecular Tumor Board, oltre che da Alessandro Comandone, responsabile dell’attuazione ed implementazione dell’oncologia di prossimità. «Negli anni precedenti la pandemia i ricoveri oncologici erano 74mila l’anno, di cui circa 30mila in “day hospital” e 44mila in regime ordinario – ha evidenziato Aglietta -. Nell’ultimo biennio, invece, i ricoveri sono diminuiti di 16mila. La riduzione più marcata si è verificata tra i 60 e i 79 anni, soprattutto nei casi di tumori del colon e del retto, seguiti dai tumori urologici della mammella e del polmone».

Comandone, invece, ha sottolineato come «l’assistenza domiciliare sia stata fondamentale e verrà potenziata e come si stiano attivando corsi di formazione per medici, farmacisti, infermieri e professioni sanitarie». La pandemia ha acuito i problemi sociali legati ai tumori e aumentato le famiglie fragili verso le quali verrà potenziato l’attuale progetto specifico con una maggiore dotazione finanziaria ed esteso a tutta la Regione.

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