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Cronaca
LA TEMPESTA. Grossi danni pure ad auto e capannoni

Campi, raccolti e parchi devastati dall’uragano: ferite anche 11 persone

Cadute 76 querce secolari all’interno de “La Mandria”. Gli agricoltori: «Siamo allo stremo, abbiamo perso tutto»

Il giorno dopo la tempesta, si contano i danni. «Siamo allo stremo – spiega Loris Chiabotto, un agricoltore della provincia di Torino -. Prima la siccità, ora la grandine che ha distrutto le prime pannocchie di mais. Non so cosa dovremo aspettarci ancora». Il forte temporale che ha portato proiettili di grandine di grandi dimensioni, si è fatto annunciare, giovedì in tarda serata, da un cielo plumbeo e da un forte vento che a Caselle Torinese ha soffiato fino a 111 chilometri l’ora. Poi il cielo si è illuminato di saette e i tuoni minacciosi sono stati il segnale che stava per scoppiare il finimondo. I danni maggiori nella provincia di Torino: tra Volpiano, Veneria, Druento, Avigliana, Buttigiliera Alta, Rosta, Pianezza, Rivoli, Alpignano, Leinì, Caselle, Borgaro, Giaveno e Collegno.

Il temporale ha colpito anche il capoluogo, dove ci sono state raffiche di vento fino a 91 chilometri, così hanno registrato le sofisticate apparecchiature del Centro meteo piemontese. In corso Francia all’altezza di piazza Bernini il vento ha sradicato alcuni alberi. Ma la grandine ha anche sfondato parabrezza, bucato vetri e scoperchiato capannoni. Un albero è caduto sulla carreggiata della Torino- Caselle in direzione ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per liberare la strada; intorno a mezzanotte il raccordo è stato chiuso e riaperto ieri mattina. Chiuso anche, per l’intera giornata di ieri, il parco de La Mandria dove gli alberi sradicati sono centinaia. «Il viale monumentale del parco non esiste più, anzi il parco non sarà mai più quello di prima», sottolinea Stefania Grella, la direttrice, che aggiunge: «Sono 76 le querce secolari, tra le più antiche d’Italia, che costeggiavano il viale monumentale all’i ngresso del parco, che sono state sradicate. Ci vorranno giorni per ripulire».

Alcune tensostrutture di una parrocchia di Borgaro Torinese sono state divelte; diverse auto, sulla 460 sono finite fuori strada e a Volpiano una persona è rimasta ferita ed è finita al pronto soccorso di Chivasso. Si trovava con altri sotto il gazebo allestito per la festa patronale in piazza Italia, ma vento, pioggia e grandine arrivati all’improvviso, hanno devastato la struttura, tavoli e auto. Nel tentativo di trovare riparo una decina di persone in fuga sono rimaste contuse o ferite. A partire dall’inizio della tempesta, i vigili del fuoco del comando provinciale hanno eseguito circa 120 interventi, senza contare quelli delle squadre volontarie in diversi comuni del Torinese. « L’agricoltura è in ginocchio – spiega Bruno Mecca Cici, coltivatore e presidente di Coldiretti Torino – . Ad oggi possiamo dire che il 100% delle produzioni sono andate perse. Speriamo in un ristoro regionale perché c’è da pensare agli allevamenti nel periodo invernale. Non sappiamo come sfamare le bestie, le dovremo vendere e i costi finali dei prodotti per i consumatori, aumenteranno a dismisura».

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