TAVAGNASCO ROCK

«Abbiamo cambiato l’anima del paese»

Luca Bringhen racconta l’esperienza alla guida della rassegna che si apre domani

Una storia lunga 29 anni. «Tutto è cominciato nel 1990. Avrò avuto 22, 23 anni e amavo suonare. Mi piaceva a tal punto che mi è venuta l’idea di dare vita a una manifestazione in cui gruppi locali potessero esibirsi live in un vero e proprio concerto». A ricordare gli esordi del “TavaRock” è il suo organizzatore storico, Luca Bringhen dell’associazione Spazio Futuro. «Abbiamo cambiato l’anima di un paese – prosegue -. Essendo nati piccoli siamo cresciuti piano piano insieme al paese e alle persone del paese. Questo ha fatto sì che Tavagnasco, territorio pressoché sconosciuto ai più, diventasse negli anni un punto di riferimento per molti proprio grazie al festival». L’attesa è dunque finita. Torna, infatti, da domani e fino a sabato 20, la kermesse musicale che da 29 anni offre a giovani band emergenti, provenienti da tutta Italia, l’occasione di presentarsi all’attenzione di un vasto pubblico. Tre piccoli paesi montani, sotto i 2.000 abitanti, Settimo Vittone, Quincinetto e Tavagnasco, i palcoscenici della 29ª edizione. «La facciamo a ottobre – spiega Bringhen – per lanciare il trentennale che si terrà poi ad aprile 2019. Una cifra tonda che fa riflettere. Se mi metto a guardare indietro posso dire che siamo riusciti a creare un qualcosa di molto più grande rispetto ai nostri sogni iniziali».

Dalla chiesa sconsacrata della Confraternita di 100 posti, dove tutto ha avuto inizio nel 1990, si è, infatti, arrivati all’allestimento di un Palatenda fisso. Una struttura in grado di contenere circa 2.000 persone, costruita con fondi della Regione Piemonte.

Oltre mille i gruppi che si sono esibiti sui palchi del festival e migliaia i musicisti che hanno potuto godere e apprezzare della tranquillità e della bellezza di Tavagnasco. Nel 2018 si parte nel nome dello ska. Domani, alle 21,30, si festeggiano 35 anni del genere in Italia con i Matrioska, The Magnetics e i Rimozione, seguiti dall’aftershow di mr. Arma Martellini. Si prosegue sabato, sempre alle 21,30, con gli Ural, i Chrom, gli Unble Bard & Dirty Bastards, i Folkstone e l’after di Indie Generator Groove. Domenica, dalle 14, si entra nel vivo del festival con: Gimme that Kiwi, Pol En Tino, Twang, Arabel, Linea di Massima, La vigna di Bergnif, Noblinkers, Arianna & The Blue Snails, Animal Style. La sera spazio a Carisma e Portugnol Connection con l’aftershow di Albertown. Venerdì 19, alle 21,30, al “TavaRock” arrivano T-Fesk, Sago e i suoi Principi, DrefGold e la musica di Luciux e Depe. Sabato 20, ultimo giorno di festival, a salire sul palco, dalle 21,30, la Modern Fanfara Street Band e Ruggero dei Timidi con l’aftershow di Hugolini.

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