Virus in blood - Scanning Electron Microscopy stylised
Il Borghese

Cambiamo marcia

I generali romani, osservando l’attacco solo apparentemente disordinato dei barbari, capirono che il lento procedere delle loro legioni poteva portare alla decimazione dei soldati. E cambiarono tattica, attaccando su almeno due fronti. Dovremmo prendere esempio da queste lezioni di tattica militari che ho raccontato in modo spiccio. E attaccare il barbaro virus cinese, preparando difese adatte e correndo ad immagazzinare le armi (i vaccini) anche a dispetto delle rigide norme europee. Come si dice, chi fa da sé, fa per tre. Dunque potrebbe profilarsi un periodo di ulteriori sacrifici se è vero che – mentre la Regione tramite i suoi uffici sta cercando almeno tre milioni di dosi sul mercato, per ovviare alla crescente scarsità di rifornimenti nazionali, proprio come sta tentando di fare il Veneto -, si stanno studiando regole più restrittive per i territori. Da “zone rosse” attorno ai comuni a lockdown mirati nelle grandi città, magari, per uno o più quartieri. Una sorta di macchia di colore dove ovviamente il rosso certifica le nuove emergenze. Il progetto che sta per finire sui tavoli del governo contiene anche la necessità di aiuti economici (smettiamola di chiamarli ristori…) che dovrebbero procedere di pari passo con eventuali chiusure delle attività. Misure che il presidente Cirio mette in campo per anticipare l’aggressione delle varianti del Covid, anche sulla scorta dell’allarme contagio sulle fasce più giovani della popolazione, addirittura tra i bambini. Insomma siamo sotto attacco, anche se potrebbe essere confermata ancora per una settimana la zona gialla per Torino e il Piemonte, con forti preoccupazioni per le lentezze sulle vaccinazioni. Serve un cambio di passo, dicono uomini esperti come il virologo Di Perri. E non solo per gli ottantenni.

fossati@cronacaqui.it

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