Il viadotto della Torino-Savona crollato (fonte: Vigili del Fuoco @emergenzavvf - Twitter)
Il Borghese

I calcinacci della vergogna

Il consiglio superiore dei Lavori Pubblici lancia l’allarme su 200 gallerie inadeguate e insicure sulla rete autostradale italiana. E ieri all’alba nella galleria “Ricchini” sulla Torino-Savona c’è stata una pioggia di calcinacci, che non sono proprio il segno di una buona manutenzione.

Per la cronaca non ci sono stati feriti, ma chi va e viene dal mare non cerca avventure da brivido. Specie di questi tempi, dopo il crollo del viadotto sulla stessa autostrada lo scorso 24 novembre. Uno stillicidio di eventi, a cominciare dalla catastrofe del ponte Morandi di Genova che dimostra una cosa sola: i fessi siamo noi che abbiamo riversato miliardi in lire e poi in euro a gestori che hanno pensato solo ad accumulare quattrini.

Brutto a dirsi perché certe affermazioni assomigliano troppo alle tiritele elettorali che alla fine generano solo rabbia, ma è la verità. Le nostre autostrade sono a pezzi, e specie nel nord ovest dove i carichi sono maggiori per il traffico industriale e commerciale, e viadotti e gallerie si inseguono senza fine: siamo vicini all’allarme rosso. Che, va detto con chiarezza, non si risolve con il traffico alternato e le corsie uniche per non caricare di peso il cemento armato fatiscente.

L’elenco dei tratti a rischio è noto, e noi lo dettagliamo all’interno, ma la scarsa manutenzione è visibile ovunque. In particolare nei tratti collinari dove anche il maltempo gioca il suo ruolo. Dunque, basta annunci. Serve un’azione decisa per imporre un piano di manutenzione straordinaria e occorre azzerare il costo dei pedaggi, tutt’altro che a buon prezzo. La favoletta del blocco delle tariffe più che un favore agli automobilisti suona come l’ennesima presa in giro.

fossati@cronacaqui.it

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