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DOPO LA RISSA

Cairo spegne il fuoco: «Hanno fatto pace…». Ma la tensione rimane

Ieri mattina a Waidring splendeva il sole, meteorologicamente parlando. Sul Toro, invece, non si erano spostati del tutto i nuvoloni di tempesta che aleggiavano dal giorno prima. Ormai il polverone si era già alzato, il video della zuffa tra Juric e Vagnati, separati a fatica dal team manager Pellegri nel parcheggio del Kuhotel, aveva fatto il giro dei social. «I due si sono parlati, chiariti, riappacificati: vanno avanti più in sintonia che mai, non c’è altro da aggiungere» il breve commento di Cairo sulla vicenda.

Nel frattempo, ci aveva già pensato l’uomo mercato granata a gettare acqua sul fuoco: «Al termine della lite ci siamo abbracciati, è anche da queste discussioni che si può ripartire e questo sarà un punto di partenza per fare il bene del Toro» uno dei passaggi chiave dell’intervento ai microfoni di Sky. Almeno a parole, la pace è fatta, anche se adesso si cercherà di capire quali saranno i risvolti di una vicenda che ha sconvolto un ambiente già in fermento per i numerosi addii di quest’estate. E sono proprio le questioni di mercato ad agitare la piazza e Juric, con l’allenatore che ad oltre due mesi dalla fine dello scorso campionato ha ricevuto soltanto Bayeye e Radonjic. «Abbiamo tante cose in ballo, cerchiamo di chiudere il prima possibile per mettere a disposizione del mister i rinforzi che servono – il punto sulle trattative secondo Vagnati – ma questo è un mercato in cui quando cerchi di prendere i giocatori il prima possibile i costi sono molto alti». Questa è la posizione del dt, mentre l’allenatore continua il lavoro sul campo.

Come è sempre capitato dopo le amichevoli, Juric ha diviso la giornata in due: al mattino esercitazioni in piscina, al pomeriggio tutti in campo per tattica e tecnica. E così è stato anche ieri, nonostante la tempesta che si è scatenata mercoledì. La squadra ha provato a fare gruppo compatto, la discussione furibonda è stata oggetto di discussioni anche nello stesso spogliatoio, come è normale che fosse.

All’allenatore, però, stanno passando per la testa mille pensieri. Già dopo il test contro l’Apollon Limassol a Serkircheen è sembrato turbato, inquieto, quasi svuotato, anche perché il fattaccio era successo da poche ore. E al campo a due passi da Salisburgo non c’è stato nessun contatto tra lui e Vagnati, con il dt perennemente al telefono e l’allenatore immerso nelle sue riflessioni. Difficile, però, che ci sia stata quelle delle dimissioni: di fronte ad altri due anni di contratto a circa quattro milioni di euro complessivi, sembra impossibile arrivare a questo tipo di scenario.

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