Vittorio Materazzo, ingegnere di 51 anni, la vittima
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E’ accaduto il 28 novembre del 2016 a Napoli

CAINO E ABELE. Pugnalato in strada per la ricca eredità. Sospetti sul fratello

Vittorio Materazzo aveva dei dubbi sulla morte del padre ed è stato ucciso. Luca è sparito da Napoli. Ora è indiziato per due assassini

È la scena che un bravo regista di thriller collocherebbe prima di quella del delitto: il corpo di Vittorio accasciato davanti al portone del fabbricato, la gola squarciata, un lenzuolo bianco a coprire la violenza di 35 coltellate. Sì, perché probabilmente due morti sono collegate tra loro, anche se i tre anni che le separano renderanno difficile riannodarne le fila. Ma per comprendere cosa è successo il 28 novembre del 2016 a Napoli, bisogna tornare a quella mattina di luglio e alle due denunce che Vittorio aveva presentato nella speranza di spazzare via i dubbi e ottenere certezze. A inquietare l’ingegnere ammazzato, erano i lividi che notarono gli operai chiamati a vestire il padrone dell’impresa edile di famiglia, la rigidità del cadavere e alcune presunte incongruenze sui documenti che certificarono la morte.

Il nostro giallo nel giallo, però, al momento non ha ancora una conclusione: sulla vicenda stanno tentando di fare luce i pm Mario Canale e Ludovica Giugni, e saranno loro a scrivere la scena finale. Ma, al momento, le soluzioni possibili appaiono tre.

PRIMA IPOTESI
La morte di Lucio Materazzo, 82 anni quando è spirato, è stata la naturale conseguenza della polmonite cronico-ostruttiva segnalata nel certificato come possibile causa del decesso. In quel caso gli ematomi e la innaturale posizione della mascella potrebbero essere stati provocati dalla caduta o forse essere precedenti al momento del trapasso, determinati da un incidente casuale. Ed allora la tensione provocata in famiglia dalle denunce sarebbero solo uno sfondo che avrebbe alimentato l’odio che ha spinto l’assassino. Un assassino che, secondo le accuse della procura, potrebbe essere Luca Materazzo, il fratello più giovane di Vittorio.

SECONDA IPOTESI
Vittorio Materazzo è stato ucciso. In questo caso due le possibili ricostruzioni. Lucio potrebbe essere stato ammazzato da una persona a cui aveva incautamente aperto la porta, o essere stato trucidato da qualcuno che era in casa con lui e in questo caso avrebbe cercato scampo verso l’uscio, proprio come ha fatto poi Vittorio quando ha cercato di sfuggire all’assassino che aveva cominciato a pugnalarlo nell’androne del palazzo di viale Maria Cristina di Savoia, spostandosi verso il marciapiede. Quando è morto Lucio, però, in casa c’erano solo due persone: il figlio Luca e la compagna Scintilla.

TERZA IPOTESI
L’anziano ingegnere se ne è andato per cause naturali, ma dopo essere stato picchiato. In questo caso la morte sarebbe la conseguenza indiretta di una lite che potrebbe essersi scatenata nell’appartamento. E a questo punto bisogna ricordare che diversi anni fa Vittorio Materazzo aveva denunciato il fratello il quale, era la sua versione, lo avrebbe violentemente aggredito. A salvarlo in quell’occasione sarebbe stato proprio il padre che, raccontò Vittorio, sarebbe intervenuto difendendolo e impedendo al fratello Luca, che gli aveva stretto le mani alla gola, di soffocarlo. Denunce, ipotesi, suggestioni.

Ma chiarire cosa è realmente successo la mattina del 25 luglio del 2013 sarà necessario per fare piena luce su un delitto inquietante.

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