cinque stelle cartelli no tav
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Cadono le stelle e ritorna la Tav

I cinque stelle fanno fagotto, tra scatoloni riempiti alla rinfusa e manifesti No Tav strappati dai muri e gettati nei cestini della carta straccia, quasi a simboleggiare la fine di un sogno accarezzato e non realizzato: la cancellazione del progetto dell’alta velocità Torino-Lione. Si chiude un’epoca iniziata cinque anni fa al grido di “onestà, onestà” mentre l’orda grillina occupava il Palazzo, e si apre un capitolo nuovo che ha il sapore di una piccola rivoluzione, a cominciare – promessa del nuovo sindaco Lo Russo a due giorni dal voto – dai servizi ai cittadini, e più esattamente dalla riapertura delle anagrafi di periferia, per arrivare al l’Osservatorio Tav in cui il Comune pare intenzionato a rientrare, con tutto ciò che il passo amministrativo rappresenta. In mezzo, tra carte di identità e trivelle che scavano la montagna, un mare di problemi che premono sul nuovo cittadino del Palazzo: dalle aziende partecipate (con presenze femminili nei cda in scadenza) alla Ztl, ai dehors che la pandemia ha fatto moltiplicare un po’ alla carlona, per arrivare alle Atp Finals, la grande competizione tennistica tra gli otto migliori del mondo che incombe tra meno di un mese e che è presieduta da Chiara Appendino, fino ai prodromi dell’Eurovision che nel frattempo ha già fatto volare alle stelle i prezzi di alberghi e b&b. E siamo all’antipasto prima di arrivare al piatto forte, le grandi opere. A cominciare da Torino Esposizioni che sta molto a cuore a Lo Russo, al Palazzo del Lavoro che si presenta distrutto e bruciato a chi arriva a Torino. Due simboli della sfida per il futuro di una città ancora assopita dagli umori maligni della crisi e della pandemia. E poi, ancora il grattacielo Rai, lo student hotel Ponte Mosca, lo scalo Vallino. C’è da fare, tanto per usare parole già sentite in campagna elettorale, ma da altre campane. E poi c’è il lavoro, la sfida delle sfide. Ma questo è tutto un altro discorso. Il più delicato e il più complesso.
beppe.fossati@cronacaqui.it

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