rifiuti radioattivi
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IL CASO. Dopo 5 anni di attesa reso pubblico l’elenco

Cade il segreto sui siti per il deposito nucleare. C’è anche il Piemonte

Due aree in provincia di Torino, altre sei ad Alessandria. L’impianto conterrà 95mila metri cubi di rifiuti radioattivi

Otto aree nel Piemonte, due in provincia di Torino. Dopo 5 anni di attesa, è caduto il segreto sulle aree candidate ad ospitare il futuro deposito nazionale di scorie nucleari. E come era prevedibile nella lista dei 67 terreni pubblicata ieri notte da Sogin c’è anche la nostra regione. In provincia di Torino ci sono le aree di 515 ettari al confine tra i comuni di Caluso, Mazzè e Rondissone e quella da 165 ettari di Carmagnola, non lontano dal confine con Poirino. Le altre sono tutte nell’Alessandrino: a Oviglio (184 ettari), Castelletto Monferrato-Alessandria-Quargnento (828 ettari), Fubine-Quargnento (235), Bosco MarengoFrugarolo (211), Castelletto Bormida-Sezzadio (469) e Bosco Marengo-Novi (387). Nell’elenco di Sogin non c’è solo l’ubicazione ma anche una prima valutazione ed entrambe le aree torinesi hanno il voto massimo. Il deposito non ospiterà “solo” le scorie provenienti dalle quattro centrali nucleari italiane dismesse dopo il referendum del 1987 ma anche rifiuti provenienti da industrie e ospedali, come per esempio le sostanze radioattive usate per le diagnosi cliniche e le terapie anti tumorali. In tutto, 95mila metri cubi di rifiuti radioattivi che verranno contenuti in un deposito realizzato come una sorta di matrioska: 90 costruzioni in calcestruzzo armato all’interno dei quali verranno collocati i contenitori di calcestruzzo speciale per contenere i rifiuti radioattivi.

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