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Cronaca
VIA NOLE

Cadde in una buca a parco Dora: «In 2 anni nessuna soluzione»

I prati dell’area Ingest ancora transennati dopo l’incidente accorso a un bambino

Era precipitato in un pozzo di quasi quattro metri di profondità, nascosto dall’erba alta e dalle piante. Esattamente due anni fa. Vittima dell’incidente un bambino di cinque anni, poi soccorso dai passanti con una catena umana. Quell’episodio all’area Ingest del parco Dora non passò inosservato. L’argomento fu oggetto di interrogazioni in Sala Rossa e l’allora amministrazione a 5 Stelle decise di chiudere quel lotto del parco portando avanti una serie di controlli con onde elettromagnetiche, tecnologia georadar e droni per scovare eventuali buche e cavità sotterranee.

A due anni di distanza dall’incidente, però, la situazione sicurezza non sembra cambiata molto. Come denunciato in queste ultime ore dai frequentatori del parco Dora. Facendo un giro tra via Nole e via Borgaro – un totale di 10mila metri quadri di verde – non passano inosservate tutte quelle transenne collocate a suo tempo dalla Città per evitare altri spiacevoli incidenti. Grandi e piccole, praticamente ovunque. Per mettere una pezza a difetti costruttivi del parco «e non alla cattiva manutenzione» come precisato tempo addietro da Palazzo Civico.

«Oggi questo lotto è un enorme cantiere – racconta Andrea Russo, referente del comitato Ingest -. In parte è una buona notizia perché vuol dire che qualcosa è stato fatto. Tuttavia dall’incidente del bimbo è passato davvero troppo tempo, quando vedremo una vera soluzione al problema?». A parte la pulizia delle enormi vasche diventate una palude, ancora in corso, permangono molti punti interrogativi. Gran parte del verde pubblico non è utilizzabile, mentre a due passi da un murales e da una scalinata ci si imbatte senza troppi problemi in un’altra voragine che solo del nastro bianco e rosso provvede a coprire. Anche la pavimentazione non sembra proprio in buone condizioni (e nemmeno le panchine, a cui qualcuno ha portato via lo schienale). Su più di un lato si notano crepe, avvallamenti e cedimenti di terreno. Chi abita nei palazzoni a ridosso del parco di Spina 3 tira dritto: «Ma speriamo che le riparino prima che qualcun altro si faccia male».

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