(foto di repertorio)
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VENARIA L’autista ha fermato il mezzo e messo in salvo i passeggeri

Bus in fiamme alle porte di Torino: «Terzo caso dall’inizio dell’anno»

Rogo su un pullman della linea VE1: decisivo l’intervento dei vigili del fuoco

Quando un automobilista si è avvicinato, suonando il clacson ripetutamente, quell’autista della linea Gtt “VE1” non riusciva a capire cosa stesse accadendo. «Sta bruciando l’autobus», continuava a gridare. A quel punto, l’autista si è fermato, chiamando i vigili del fuoco di Venaria, prontamente intervenuti nello spegnere le fiamme, nella serata di lunedì, in via Druento, all’altezza dell’Area 12.

Per fortuna nessuna persona è rimasta ferita o intossicata, perché lo stesso autista è riuscito ad accostare l’autobus e a far scendere i passeggeri, che hanno dovuto attendere una decina di minuti prima di poter prendere un nuovo mezzo, proveniente dal vicino deposito di via Amati.

Sul posto sono anche intervenuti i carabinieri. Lievi disagi al traffico, con le auto che hanno dovuto cambiare percorso, se dirette verso Venaria, Savonera e Druento. E così scoppia di nuovo la polemica. Perché non è la prima volta che un autobus Gtt prende fuoco, in città come in periferia.

La denuncia arriva dalla sigla sindacale Fast-Confsal: «Anche questa volta è andata bene. Ormai siamo abituati a questi episodi. Siamo già al terzo incendio dall’inizio dell’anno. Per fortuna non ci sono stati feriti, grazie all’intervento tempestivo dell’autista che ha fatto scendere i passeggeri e l’intervento immediato dei vigili del fuoco che noi personalmente ringraziamo».

Il sindacato è ancora in attesa «di una convocazione da parte di Gtt per conoscere e discutere il piano industriale approvato e per sapere quali siano le coperture finanziarie per l’acquisto di nuovi mezzi. Da anni denunciamo queste situazioni di pericolo e, da tempo, denunciamo le nostre paure nel guidare autobus che possono prendere fuoco da un momento all’altro. Vogliamo più manutenzione dei mezzi e il mantenimento degli standard occupazionali. Per ora non ci sono certezze, e di questo siamo preoccupati».

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