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IL CASO

Bunker, boom di richieste in Piemonte: «Riceviamo oltre 200 mail al giorno»

Dopo la minaccia di attacco nucleare russo parte la corsa ai rifugi antiatomici

Le minacce di un possibile attacco nucleare contro l’Europa mosse da Putin hanno decisamente spaventato tanti piemontesi che ora, stanno pensando di realizzare dei veri e propri bunker nel giardino di casa per proteggersi dalle radiazioni. Lo conferma la Minus Energie, azienda mantovana che realizza impianti di ventilazione e rifugi anti-nucleari. «Il Piemonte è una delle tre regioni italiane da cui provengono maggiori richieste di bunker insieme a Lazio ed Emilia Romagna» spiega il titolare dell’azienda, Giulio Cavicchioli, praticamente introvabile, dopo le dichiarazioni del capo di stato russo.

«Ricevo 200 mail al giorno da tutta Italia, una vera e propria psicosi, passo le giornate a rispondere alle telefonate dei clienti terrorizzati che vogliono il bunker subito, ma ci vuole del tempo per valutare la fattibilità del progetto e per costruirlo in cemento armato» spiega l’imprenditore, specializzato nell’edificazione di bunker “Nbc” e nella costruzione di impianti di ventilazione anti-radiazioni per ottimizzare le prestazioni di comfort con il minimo consumo di energia.

«Il più delle volte sono richieste irrealizzabili, ma proprio in provincia di Torino ora stiamo valutando di realizzare un bunker nel giardino di una villa» fa sapere Cavicchioli che fino a oggi, da 22 anni a questa parte, ha costruito una cinquantina di rifugi in tutta Italia. «Il bunker dà sicurezza psicologica, potenzialmente si può vivere all’interno senza limiti di tempo e si è al sicuro in caso di radiazioni perché l’aria viene filtrata. Di certo ora siamo di fronte a una bolla destinata a scoppiare – spiega il titolare della Minus Energie -, ma il bunker può essere utilizzato anche con altre funzioni, come ad esempio quella di tenere al sicuro i valori».

Le richieste arrivano da clienti di tutti i tipi. «Dai professionisti ai contadini che parlano in dialetto». E i costi? Per realizzare un bunker di piccole dimensioni «si parte da 1.200 euro al metro quadrato a salire. Per un piccolo rifugio si possono spendere 30mila euro». La società di Cavicchioli produce in Svizzera, a Lucerna, dove assembla e costruisce per i clienti italiani. «In altri paesi europei – sottolinea l’imprenditore -, avere un bunker a casa è la normalità. E forse ora le abitudini stanno cambiando anche qui in Italia».

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