bullismo
Cronaca
DISAGIO GIOVANILE

«Bullismo, vittima uno studente su 4»

Ieri a Palazzo Lascaris il confronto tra politici ed esperti sul malessere degli adolescenti

Uno studente su quattro, nella fascia delle superiori, è o sarebbe stato vittima di bullismo da parte di compagni. Mentre il 18 percento avrebbe preso attivamente parte a episodi di insulti, denigrazioni, azioni mortificanti. Non cessa, ed è un fenomeno che resta al centro dell’attenzione di medici, psicologi ed esperti, il disagio giovanile, che sempre più spesso si traduce in azioni di sopraffazione nei confronti dei propri pari. La pandemia non ha di certo aiutato ad arginare il problema. Del problema e delle sue conseguenze si è discusso ieri al convegno “Bullismo e cyberbullismo: impatto su salute, socialità e legalità”, che si è svolto in Consiglio regionale, su iniziativa della Commissione consiliare Sanità e degli Stati generali per la prevenzione e il benessere. Secondo il monitoraggio piattaforma Elisa 2020-2021, fonte dalla quale sono state elencate alcune percentuali del fenomeno, anche il cyberbullismo vedrebbe coinvolti molti, troppi studenti: uno su dieci. Gli adolescenti sarebbero dunque sempre più insicuri, soprattutto dopo il Covid, e, secondo i dati proiettati ieri e tratti dai rapporti Bes 2021, Okkio alla salute, Gyts, Hbsc, sarebbero sempre più sedentari.

In Piemonte sono due su dieci gli under 24 che non praticano alcuna attività fisica, sette su dieci nella fascia di chi ha meno di 75 anni. Su un campione di 3.022 studenti piemontesi inoltre, il 33 percento degli 11enni è risultato pigro, tra i 13enni il 35 percento e fra i 15enni il 32 percento. Più i ragazzi crescono, e più l’attività fisica diventa scarsa, soprattutto tra le ragazze. Permangono anche scorrette abitudini alimentari. Un bambino su quattro è obeso, il 38 percento ha la tv in camera, il 36,3 percento usa per più di due ore al giorno tv, tablet, cellulari. È in questo contesto che vanno lette le stime e i dati relativi al bullismo e alla sua diramazione nel mondo dei social e del web. «Questi fenomeni sono una vera e propria piaga sociale – ha spiegato il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Stefano Allasia – sono un virus letale e subdolo che continua a creare seri danni, con conseguenze anche gravi. Servono risposte concrete».

Per reagire, ha precisato l’assessora all’Istruzione Elena Chiorino, «occorre un forte impegno di tutti noi e soprattutto del mondo della scuola». Una delle chiavi per superare o arginare le criticità, è quella dell’investimento nella prevenzione della salute mentale. Ne ha fatto riferimento anche il presidente della Giunta regionale, Alberto Cirio, che, parlando del bonus psicologo, ha detto: «Dare un bonus fine a se stesso non risolve il problema. Il tema c’è, ma è un segnale che va superato e noi lo faremo a livello di ordine piemontese». Gli ultimi dati Ires segnalano che in Piemonte il deterioramento delle condizioni di benessere psicologico sarebbe particolarmente accentuato, con indici che passano dal 68,5 nel 2019 al 66,8 nel 2021, anche se sono inferiori rispetto alla media del Nord ovest dell’Italia.

Le cifre internazionali sono spaventose. Quasi 46mila adolescenti sono morti nel mondo negli ultimi due anni: più di uno ogni undici minuti. Su 80 mila giovani italiani ed europei, si stima che un giovane su quattro abbia sintomi clinici di depressione e uno su cinque di ansia persistente. Dopo la pandemia, il ricorso a colloqui psicologici in Italia e nella nostra Regione è aumentato in maniera forte, anche se non sono ancora disponibili dati precisi per quantificare il fenomeno. Secondo un’indagine del dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli studi di Torino, intitolata “Secondo il mio punto di vista“, la percezione del bullismo dopo il lockdown cambia a seconda della prospettiva degli studenti vittime, degli studenti testimoni e degli insegnanti, ma tutte e tre le categorie concordano sul fatto che i principali atti di bullismo si manifestino con prese in giro per il 24,3 percento degli studenti vittime, il 31,1 percento degli studenti testimoni e il 40,5 percento degli insegnanti. Sono numeri alti, che restituiscono l’id e a dell’importanza del fenomeno. E se è vero che le cifre sono calate con il lockdown, perché le scuole sono state chiuse, è altrettanto significativo che il bullismo sia proseguito nel mondo virtuale: con insulti e umiliazioni sui social, il mondo in cui molti, troppi adolescenti si sono rifugiati senza più volere o riuscire ad uscirne.

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