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TRA MONACO E TURCHIA

Buffon dice di nuovo addio alla Juventus: «Tolgo il disturbo…»

Smette con la Juve ma non smette di giocare. Tra Gigi Buffon, 43 anni, e la Juventus, è di nuovo addio. Di sicuro lo è nei panni del calciatore, dopo 19 stagioni divise in due tempi, il primo lungo 17 anni arrivandoci giovanissimo dal Parma – dentro un mare di cose, scudetti e finali europee, la serie B dopo Calciopoli, il Mondiale con gli azzurri vinto a Berlino, la rinascita bianconera, trionfi e cocenti delusioni europee – il secondo, molto più breve, quel «ritorno a casa» annunciato due anni fa, esaurita la breve parentesi al Psg. «Il mio futuro è chiaro: a fine stagione lascio definitivamente la Juve», ha rotto gli indugi ieri il portiere, 43 anni compiuti a gennaio, 656 presenze in serie A, record assoluto che arrotonderà con il Sassuolo. Il futuro di Gigi non sembra altrettanto definito: «Valuterò se smettere o se troverò qualche soluzione che mi dia nuovi stimoli», il messaggio ancora criptico. Molto diverso comunque dal bye bye Juve del 2018, reso ufficiale qualche settimana dopo la beffa del Bernabeu, la rimonta al Real Madrid spezzata da Oliver, l’arbitro «con un bidone della spazzatura al posto del cuore». Tre anni fa Buffon ipotizzava una “seconda vita” in bianconero, ne sembrava quasi sicuro, con un percorso da concordare con il presidente Andrea Agnelli. Ma intanto c’era l’avventura con i campioni di Francia, il ricchissimo Psg. Dodici mesi dopo l’approdo nella Ville Lumiere, il colpo di scena, il ritorno alla Juve ma ancora tra i pali, la “nuova sfida” all’inseguimento (anche) della Champions League sempre sfuggita. «Un rientro a casa, perché quando la tua famiglia chiama non si può che rispondere presente», aveva detto Buffon. Ancora nella Juve, dietro Szczesny, il titolare, o al suo fianco, ritagliandosi ancora il giusto spazio per un atleta tanto longevo, un nuovo scudetto e altri trofei, il record di presenze in A («ci sono arrivando saltando, non strisciando», il suo commento pieno di orgoglio), staccato anche Paolo Maldini. Però la Champions è rimasta sempre lontana. E adesso l’addio definitivo: «Al – la Juve ho dato e ricevuto tutto, – i titolo di coda scritti dal portiere – siamo arrivati alla fine di un ciclo e quindi è giusto che io tolga il disturbo. Questa è la fine del mio secondo tempo alla Juve: una decisione presa, maturata e comunicata già da mesi, ma non una decisione facile. Non è facile tagliare questo cordone, qua dove c’è la mia storia, la mia gioia, le mie lacrime, la mia casa. Ho dato tutto, ho ricevuto di più. Il tempo che verrà è tutto da scrivere. E da vivere». Lo scorso agosto, ha rivelato a Bein Sports, ci fu anche una squadra italiana a cercarlo: Buffon non fa il nome ma fu l’Atalanta di Gasperini a chiamarlo. Ora sulle sue tracce ci sono Monaco e Galatasaray

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